Palestre e piscine, la fase 2 preoccupa: "Con troppe restrizioni sarà difficile ripartire"

Responsabili di palestre e piscine della Capitale immaginano la riapertura tra timori e perplessità: si ipotizzano soluzioni in attesa delle indicazioni governative

foto d'archivio

Mentre per alcune attività la fase 2 è già iniziata, è il caso ad esempio delle librerie e dei negozi di abbigliamento per bambini, la maggior parte delle realtà commerciali sono in attesa di indicazioni da parte delle autorità governative per ripartire. Tra queste ci sono anche le palestre, per le quali la riapertura appare ancora lontana. 

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Palestre e piscine, come sarà la fase 2

Alcuni centri, già prima della chiusura di palestre e piscine, si erano attrezzati con disinfettanti, guanti, copriscarpe, avevano igienizzato gli ambienti e ipotizzato dei percorsi all'interno degli spogliatoi, ma il rientro sarà tutto diverso, tra restrizioni e paure degli utenti. Abbiamo intervistato i responsabili di alcune palestre e piscine di Roma per capire come immaginano il futuro delle loro aziende nel post-Covid.

"Al momento della chiusura avevamo già adottato delle modalità di contenimento - spiega a Romatoday Elisabetta Canafoglia, general manager di Heaven Group, azienda che gestisce 6 palestre sul territorio capitolino - avevamo adottato il distanziamento sociale di due metri in tutti gli ambienti. Spento un tapis roulant su due, dato alcune indicazioni ai nostri iscritti. Inoltre avevamo ridotto gli accessi alle lezioni di fitness, per evitare assembramenti". Ma, nella Fase 2, le misure prese prima dell'8 marzo non saranno sufficienti ed Elisabetta Canafoglia ne è consapevole:  "Adotteremo misure ancora più rigide, aumentando il disinfettante in ogni ambiente, continuando con la sanificazione notturna. Andando incontro alla bella stagione terremo porte e finestre aperte per far arieggiare gli ambienti e poi non possiamo che attendere le indicazioni delle autorità governative".

Spogliatori chiusi e lezioni all'aperto

Tra le soluzioni che Heaven Group sta pensando per il futuro, ci sono anche la chiusura degli spogliatori "chiederemo ai nostri iscritti di avere una mentalità più americana, venendo già con maglietta e pantaloncini da fitness per poi fare la doccia a casa" e l'attività all'aperto; tutti i centri Heaven di Roma, infatti, sono immersi in dei parchi e questo permetterà di organizzare lezioni di fitness all'aria aperta: "Lo faremo rispettando il distanziamento sociale di un metro - dice Canafoglia - organizzando anche lezioni con le bike, spinning all’aperto"

La catena di palestre al momento ha sospeso tutti gli abbonamenti e permetterà agli utenti di recuperare il periodo di chiusura obbligatoria: "Se il governo dirà che alcune categorie protette, come anziani o persona con particolari patologie, non potranno uscire per periodi più prolungati, con una certificazione medica, faremo recuperare anche quel periodo". Intanto, da casa, gli istruttori di Heaven tengono compagnia agli iscritti con lezioni online sul profilo Instagram ufficiale di Heaven: "Lo facciamo tutti gratuitamente, senza alcun tipo di compenso", sottolinea ancora Canafoglia.

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Piscine, la fase 2 lontana e complessa

Per le piscine la riapertura appare più complessa, come spiega a Romatoday Roberta Crescentini, referente settore agonistico nuoto della Larus, storica piscina romana del quartiere tuscolano fondata sul nuoto. "Brancoliamo nel buio, se il governo ci darà restrizioni troppo rigide non so come faremo", dice. La Larus è una struttura che si sviluppa in 3 piscine e un'area fitness e, se per quest'ultima sarà - probabilmente - più semplice ripartire, con prenotazione delle lezioni, sanificazione, guanti e mascherine, in acqua la situazione si prospetta più complessa. "La nostra realtà vive sulla scuola nuoto, se il governo imporrà, ad esempio, di non far entrare più di 3 bambini a corso, sarà difficile economicamente andare avanti". Presso la Larus ci sono corsi di nuoto baby, scuola nuoto, agonistica, master, nuoto sincronizzato e un limite sulle persone che potranno entrare in vasca desta, logicamente, grande preoccupazione. 

"In questo momento vorrei essere ottimista - ci dice ancora Roberta Crescentini - io personalmente non vedo l'ora di ripartire, ma sono consapevole che non sarà semplice. Bisogna anche vedere se le persone saranno disposte a spendere soldi per tornare in palestra o in piscina dopo un periodo di grande emergenza come quello che stiamo vivendo". Anche la paura degli utenti giocherà un brutto scherzo, dice ancora Roberta Crescentini, secondo la quale, comunque, la riapertura sarà lontana: "Non credo saremo tra quelli che apriranno il 4 maggio, per essere ottimisti, forse a fine maggio o inizio giugno". 

Senza certezze come ripartiremo?

La mancanza di certezze, le indicazioni che tardano ad arrivare, lasciano sospesi, dunque, i centri sportivi della Capitale: "Non sappiamo concretamente come potrà avvenire la riapertura, non abbiamo alcuna certezza di ciò che si potrà fare o non fare", racconta a Romatoday Antonio Bramato, direttore sportivo di Sporting Club Tuscolano CoreFit, storico centro sportivo della Capitale con piscine e sale fitness. "Per il momento abbiamo sospeso gli abbonamenti dei nostri clienti, anche se questa situazione non dipende da noi, ci sembra giusto e doveroso far recuperare questo tempo di stop ai nostri iscritti. Il lockdown ha azzerato tutte le nostre entrate, ma il problema ci sarà anche alla riapertura - afferma il direttore sportivo del centro - le famiglie, in particolare, ci penseranno due volte prima di iscrivere i bambini ad un corso. Pur sapendo che la struttura è pronta ad organizzarsi per la massima sicurezza di tutti, la paura ci sarà".

Anche Corefit Sporting Club Tuscolano, come tanti altri centri sportivi romani, non si ferma in questo tempo, proponendo un calendario quotidiano di lezioni in diretta sui social accessibili a tutti.

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