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VIDEO | L’altra Torre Maura, quella che combatte ogni giorno contro degrado e abbandono

Una passeggiata tra i palazzoni popolari di Torre Maura, dove la lotta contro il degrado e per i diritti va avanti senza puntare il dito contro gli “ultimi”

 

Lentamente si torna alla normalità. I vicini di casa si trovano sotto il portone per una chiacchierata, le nonne vanno a prendere i nipoti a scuola, le pensionate piantano fiori nel giardino condominiale. Torre Maura vuole lasciarsi tutto alle spalle. Dall’arrivo dei cittadini rom al centro di via dei Codirossoni, alla guerriglia urbana. Fino al saluto romano fatto con orgoglio dai fascisti di Forza Nuova dopo che i pulmini della Sala operativa sociale di Roma Capitale ha portano via i primi ospiti della struttura. “Ma che è quella roba - dice un’inquilina di via dell’Usignolo mimando il braccio teso -, ma chi li ha chiamati?”. Eppure qualcuno lo ha fatto. Una piccola parte delle migliaia di anime che vivono nel grande complesso Erp del VI municipio di Roma, ma sufficiente a far arrivare in forze chi da queste frustrazioni cavalca l’onda dell’odio: Casapound prima, Forza Nuova poi.

“Mi sono vergognata di essere abitante di questo quartiere, dove vivo da 42 anni - spiega Tiziana Pica, vice presidente del Comitato inquilini -. Abbiamo un sacco di problemi è vero, ma anche loro li hanno. Non ci si può comportare in questo modo disumano”.

Caldaie rotte che hanno lasciato centinaia di famiglie al freddo durante l’inverno. Tronchi d’albero che invadono i cortili condominiali caduti durante il maltempo dello scorso mese di ottobre. Infiltrazioni d’acqua e muffe nelle pareti delle case. “Sembriamo più un amministratore di condominio che un comitato, tante sono le vertenze degli abitanti che raccogliamo - sottolinea Angela Barone, presidente Comitato inquilini -, però andiamo avanti, non smettiamo mai di chiedere i nostri diritti, per una vita dignitosa".

"Tutto questo si poteva evitare - dice Maria Vittoria Molinari di Asia Usb -, siamo nel municipio più povero di Roma, con la percentuale più alta di abbandono scolastico, e tutto questo per colpa delle politiche attuate nel territorio negli ultimi anni".

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