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VIDEO | Rivolta a Rebibbia, tensioni tra polizia e parenti dei detenuti fuori dal carcere

Momenti di tensione fuori dal carcere di Rebibbia durante la protesta dei parenti dei detenuti. Bloccata la Tiburtina

 

“Libertà per i detenuti”. Questo lo slogan lanciato dai parenti dei detenuti durante le proteste infuocate nel pomeriggio di lunedì 9 marzo, davanti al penitenziario romano di Rebibbia. Una protesta scoppiata prima all'interno, ad opera dei detenuti, e poi all'esterno, da parte dei parenti. Alla base delle rimostranze la notizia dello stop ai colloqui nell'ambito delle misure di contenimento del Covid-19.

LA NOTIZIA COMPLETA - Scoppia la rivolta nelle carceri romane di Rebibbia e Regina Coeli

Tiburtina bloccata e attimi di tensione con la polizia, mentre le mogli e le madri di chi sta dietro le sbarre ai tempi del Coronavirus chiedono di conoscere lo stato di salute dei loro cari. Tutto nato poco dopo la protesta dei detenuti all’interno della Casa Circondariale, con materassi e cassonetti dati alle fiamme all'interno delle mura.

“Voglio sapere come sta mio marito", dice una signora all’esterno del carcere tenendo per mano il figli. "Questa è un’epidemia seria, ho paura”. A rassicurare le famiglie anche la vicedirettrice di Rebibbia, Luisa Pesante. Verso le 16:30 arriva la notizia che la direttrice una delegazione di tre famigliari per spiegare le iniziative messe in atto.

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