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VIDEO | Dentro l’occupazione di Primavalle, tra le famiglie che vivono con la paura dello sgombero

I volti e le voci di alcuni occupanti dell’ex scuola di Primavalle, immobile di proprietà del Comune di Roma in cima alla lista degli sgomberi

 

Ancora una volta l’emergenza abitativa di Roma ha il volto delle donne. Sukena, Sharon, Lamia, Fouzia. Donne che, per un motivo o per l’altro, sono finite a vivere all’interno dell’immobile di via Cardinal Capranica, a Primavalle. Una struttura difficile da definire casa, ma per le oltre 300 persone che la abitano da oltre un decennio, è ormai così. Una scelta “non di comodo”, non è mai facile scegliere di andare a vivere in un’occupazione, ma ora anche questo “piccolo angolo di terra - come lo definisce Lamia, 55 anni originaria del Marocco con due figli, Mohamed e Hiba -, ce lo vogliono strappare via”.

Sharon, italiana di 26 anni con un bimba di 4, Marta, vive qui da quando lei ne aveva 9. Un’infanzia vissuta tra l’occupazione e la casa famiglia, oggi ragazza madre, non vuole vedersi strappare via la sua piccola: “Non ho famiglia, se mi mandano via da qui non saprei dove andare”. E poi ci sono Sukena, 25 anni, e sua madre Fouzia di 55, in Italia dal Marocco quasi 40 anni fa. “Quando ho perso mio padre mia mamma ha dovuto badare a me e ad altri due fratelli, tutti minori, da sola - racconta Sukena -. Per due mesi di contribuiti che mancavano non ci hanno riconosciuto la reversibilità di mio padre, eppure lui ha lavorato 35 anni in Italia”. Ma non finisce qui: “Abbiamo fatto richiesta di casa popolare nel 2001, all’epoca abitavamo al trullo - continua Sukena -, poi quando ci hanno sfrattato siamo finiti qui. Ancora aspettiamo quella casa dici non abbiamo mai saputi nulla”.

Roma scende in piazza contro gli sgomberi

Storie da un’occupazione. Storie di poveri, di persone che ormai da mesi non riescono a prendere sonno senza pensare che, l’indomani, potrebbe arrivare la celere per lo sgombero. Senza alternative, con il rischio di finire in mezzo ad una strada. “Chiediamo investimenti, un rilancio dell’edilizia popolare pubblica - sottolinea Davide Angelici di Potere al Popolo -, solo così si garantisce una vera sicurezza, dando un tetto sotto cui vivere alle persone”.

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