VIDEO | Portatelovunque e Lakruna: la moda etica e sostenibile è made in Rome

Un prodotto alla moda fatto con materiali da recupero e privo di metalli. Un progetto di inclusione lavorativa per donne provenienti da situazioni di disagio. Siamo andati a vedere da vicino chi lavora dietro "Portatelovunque"

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Creatività, impegno sociale e attenzione per l’ambiente. Questi i principi su cui si fonde il marchio romano “Portatelovunque”, ultimato nella sartoria “Lakruna” nella zona del Pigneto, nata nel 2011 come progetto sociale di recupero ed inclusione lavorativa per donne provenienti da percorsi di fragilità. 

L’idea è di Chiara Di Cillo, 29enne romana: “Una muta da sub ormai da cambiare, la tappezzeria di una vecchia auto, il vecchio ombrello che non si apre più - spiega la fondatrice di Portatelovunque - ogni tessuto dismesso o mandato in pensione troppo presto può trovare una nuova vita e raccontare nuove storie, trasformando il rifiuto in risorsa”.

E per mantenere l’aspetto etico della sua impresa, si è rivolto alla onlus di Sara Puliga che, nato in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale del Casilino, oggi è una sartoria a tutti gli effetti, mantendo la sua impronta sociale. 

Un progetto green, sociale, ambizioso. Un’idea innovativa che Chiara ha deciso di promuovere sulla principale piattaforma di crowdfunding d’Europa: “Ulule”. “Ho deciso così per chiudere il cerchio etico del mio marchio - spiega - questa pè una piattaforma che valorizza la creatività. E credo che Portaelovunque possa davvero essere apprezzato e sostenuto. Pronti per la prossima collezione di accessori”.

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