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Il commercio in centro senza turisti, le proposte per "sopravvivere": dalle notti bianche al credito d'imposta per gli affitti

L’intervista a Raffaele Rubin, tra i promotori della campagna “Io non apro” dei commercianti del centro storico di Roma

 

Da quel “Io non apro” con l’avvio della fase due, alla conta dei danni. Il calo del fatturato, negozi che chiudono dopo aver tentato la riapertura. Ma anche le misure necessarie per dare spinta al commercio in sofferenza. Questi alcuni dei temi che abbiamo affrontato con Raffaele Rubin, fondatore e parere della Josas immobiliare che, in questa fase di crisi legata all’emergenza Coronavirus e al suo conseguente lockdown, segue da vicino la situazione dei commercianti. 

“Ad oggi possiamo registrare nei fatturati del centro storico un crollo dell’85-90% rispetto ai dati dello scorso anno e sarà una traccia dalla quale per riprenderci ci metteremo certamente del tempo - spiega -. Una situazione che sta anche inasprendo i rapportati tra locatario e conduttore, con il rischio di vedere a settembre i tribunali pieni di causa per sfratto”. Da qui l’dea di proporre un credito di imposta per i proprietari che adottino uno sconto sulla locazione del 2020.

E per quanto riguarda le misure messe in campo dagli enti locali? “Il saldo libero è una misura ormai datata e inefficace - risponde Rubin -, sulla ztl aperta invece aiuta, ma credo che il Campidoglio debba mettere in campo delle iniziative che portino anche a risvegliare un po’ la città”.

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