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INTERVISTA | Aggredito, ferito e poi licenziato. Parla l’autista in lotta per il suo posto di lavoro

Federico Maruca ripercorre gli eventi che si sono susseguiti dopo che, a seguito di un’aggressione a bordo del bus da lui condotto, è rimasto ferito ad un occhio e poi licenziato

 

“Io mi sono ferito mente lavoravo per te, quindi il licenziamento è illegittimo”. Queste le parole di Federico Maruca, autista di Autostazioni Troiani, azienda del consorzio Roma Tpl, quando prova a commentare quanto gli è accaduto. Aggredito da un ubriaco a bordo del bus della linea 055 il primo ottobre del 2017. Due interventi delicati all’occhio sinistro nel corso del 2018. Poi l’attestazione di inabilità alla guida dei mezzi pubblici: “Io vedevo benissimo ora mi hanno certificato quattro decimi ed ho lo spettro della vista ridotta - racconta Maruca -. Questo a seguito di quella aggressione, un infortunio durante il turno di lavoro. Non possono ora venirmi a dire che non c’è una mansione alternativa per me, sono disposto anche a lavare i bagni ma non mollo. E’ una questione di principio”.

Maruca, 34 anni e con due figlie da mantenere di 7 e un anno e mezzo, è deciso a non mollare. Con una petizione on line ha raccolto quasi trenta mila firma, mentre lo scorso 18 febbraio l’aula Giulio Cesare ha votato all’unanimità una mozione con la quale impegna l'amministrazione di Roma Capitale ad attivare "ogni possibile azione e percorso volto alla salvaguardia del rapporto di lavoro dell'autista aggredito durante il servizio di Tpl”. “La sindaca Raggi è la prima cittadina - conclude Marica -, è compito suo difendere anche i diritti dei suoi concittadini”.

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