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Il Covid blocca il circo a Capannelle da 3 mesi. L'allarme per gli animali: "Serve cibo, chi può ci aiuti"

Siamo andati nella zona di Capannelle dove il circo Lidia Togni è rimasto bloccato a causa dei decreti di contenimento del contagio da Covid-19. Dopo due mesi di inattività sale la preoccupazione per il cibo da dare agli animali

 

Trenta cani, sette tigri, tredici cavalli, quattro tra cammelli e dromedari, due watussi e due lama. Oltre alle 26 persone del team, tra cui dieci bambini. Questa la popolazione della “piccola città in movimento” del circo Lidia Togni, guidata da Vinicio Canestrelli. Ormai fermi dal 2 febbraio in un piazzale nella zona Capannelle.

Qui l'ultima tappa del loro tour che avrebbe dovuto riprende da Nettuno e via via fino al sud Italia ma che, a causa della pandemia di Coronavirus e le misure restrittive, non si è potuto più fare. E se finora sono riusciti a provvedere economicamente a loro stessi e agli animali, anche grazie all’aiuto della Caritas e della Protezione civile, ora il problema del non avere più le entrate dagli spettacoli mette in difficoltà l’approvvigionamento del cibo per gli animali. Basti pensare che una tigre, da quanto spiega Canestrelli, mangia qualcosa come otto chilogrammi di carne al giorno. “Non possiamo permetterci di non provvedere agli animali e di dare loro quello che gli occorre - spiega il circense, nipote diretto di Lidia Togni -. Noi grazie ai pacchi alimentari andiamo avanti perché ci accontentiamo anche di poco, loro no”. Da qui l’appello: “Chiediamo a chiunque possa farlo di aiutarci con fieno, verdure carne e crocchette per i cani”.

Con la possibilità di riprendere le loro attività non prima di dicembre: “Una prospettiva molto lunga per noi che, com’è evidente, non abbiamo certo la possibilità di fare rientro in un domicilio con tutti questi animali - spiega Canestrelli -. Speriamo di avere poi la forza di ricominciare perchè finora non abbiamo mai avuto alcun sostegno dal Governo, né come operatori dello spettacolo, nè con la cassa integrazione per i lavoratori”.

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