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VIDEO | Clima, a tu per tu con i “ribelli”. Al Brancaleone la base della mobilitazione nazionale di Extinction Rebellion

Dentro al Brancaleone, dove gli attivisti di Extinction Rebellion arrivati da tutta Italia hanno fatto la base per la loro mobilitazione a difesa del clima e contro l'estinzione

 

Dallo sciopero della fame ad iniziative di disobbedienza civile. Corsi di formazione e di azioni dimostrative non violente. Tutti insieme, nello spazio spazio messo a disposizione dal Brancaleone, in cui i circa duecento attivisti arrivati a Roma per la settimana di mobilitazione internazione sul clima, hanno trovato la propria base operativa: tende, sale di incontri e riunioni, docce e una cucina a disposizione della comunità. Qui, fino a domenica 13 ottobre.

Sono i giovani “ribelli” di Extinction Rebellion Italy, arrivati da tutta Italia. Movimento nato sulla scia di quello inglese, e che anche nel Bel Paese inizia piano piano a prendere forma:“Il primo gruppo è stato fondato a Torino a fine 2018 e via via si stanno creando in altre città - spiega Linda Gatto di Extinction Rebellion Italy -. Siamo convinti che servano azioni radicali per riuscire ad inviare il nostro messaggio, perchè il tempo è finito”.

Ecco chi sono i ribelli climatici, in piazza contro l’estinzione

Il movimento ambientalista si fonda su tre questioni: verità sulla situazione (che il governo dichiari l’emergenza climatica ed ecologica), azione immediata (che si fermi la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità e si portino allo zero netto le emissioni di gas serra entro il 2025), oltre la politica (che il governo costituisca e sia guidato dalle decisioni di un’assemblea di cittadina sulle misure da attuare e sulla giustizia climatica ed ecologica”. Quindi consapevolezza, azione, ma soprattutto scienza. 

La settimana di mobilitazione interazione si è avviata il 7 ottobre, con lo sciopero della fame a staffetta tra gli attivisti, in presidio di fronte a Montecitorio. Ed è proprio li che nella giornata di venerdì 11 hanno avuto modo di avere un confronto con il ministro all’Ambiente, Sergio Costa. “Questo è un inizio, l’inizio di qualcosa di importante”, dice Maria, studentessa di Bologna. "Il rischio è l'estinzione e non è accettabile - sottolinea Luigio Conidi, studente di musocologia a Bologna -. Il nostro simbolo rappresenta proprio questo: una clessidra che indica la fine del nostro tempo".

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