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VIDEO | Asilo convenzionato Arcobalena, educatori licenziati in tronco a pochi giorni dalla chiusura

La ricezione delle lettere di licenziamento lo scorso 19 luglio è stata una doccia fredda per gli educatori che ora sono fuori tempo massimo per trovare un altro lavoro

 

Una lettera raccomandata improvvisa quella che si sono visti recapitare quattro insegnati dell’asilo Arcobalena, in piena estate: “Licenziamento per giustificato motivo oggettivo”, recita l’oggetto. Lavoratori lasciato a casa perché “l’importante calo di fatturato registrato fino ad oggi - recita la missiva - prevede la soppressione del posto di lavoro da lei occupato”.

"Eravamo a conoscenza della riduzione di iscrizioni per il prossimo anno e ci siamo preoccupati - racconta Fabio Lattanzi, insegnate di Arcobalena da cinque anni -, però dall’azienda ci erano arrivate rassicurazioni che ci avrebbero informato quanto prima della situazione. Evidentemente questa lettera secondo loro doveva darci risposte. Con una comunicazione fredda ed irrispettosa, a fine luglio, e che non ci mette nelle condizioni di trovare un altro impiego perché le equipe per il prossimo anno scolastico sono già formate".

Per Marco Martini, sindacalista Usb ed ex educatore di Arcobalena spiega che "la lettera in sé presenta un altro aspetto scandaloso, ovvero quello che quanto dovuto ai lavoratori licenziati verrà elargito in base ai tempi della cooperativa. Come se ognuno di noi va in un negozio ad acquistare qualcosa per poi pagarlo quando gli va".

Per Usb un licenziamento illegittimo perché privo di preavviso e con le lezioni ancora in corso. “Senza dimenticare che per sua natura sociale una scuola dovrebbe essere un luogo di umanità e dialogo, collegialità e rispetto - continua Martini -. Soprattutto se questa, come nel caso dell’Arcobalena, si trova all’interno di uno stabile di proprietà del Comune di Roma che glielo ha concesso con una decurtazione dell’80% del canone d’affitto, malgrado una retta da 650 euro al mese ad utente, affinché venissero svolte al suo interno attività con funzione sociale”. Da qui la richiesta di intervento anche da parte di municipio I e Comune di Roma.

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