Stop the Bleed, il 23 maggio la campagna "ferma le emorragie"

Giovedì 23 maggio, a partire dalle 8.30, la campagna, sponsorizzata dalla società italiana di chirurgia d’urgenza e del trauma, sarà ospitata presso le sale storiche dell’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma

Il mese di maggio è il mese dedicato in tutto il mondo alla promozione della campagna “Stop the Bleed”. Il 23 di maggio la campagna, sponsorizzata dalla Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e del Trauma, sarà ospitata presso le Sale storiche dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni Addolorata di Roma e vedrà tutti gli attori di questa iniziativa impegnati in un grande evento di presentazione e formazione, con lo svolgimento del corso a gruppi di laici in collaborazione con il personale sanitario delle diverse Istituzioni.

Tutte le informazioni sulla campagna “Stop the Bleed Italy” sono sul sito della Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e Trauma, http://www.sicut.net/, oppure sul sito https://www.stopthebleeditaly.org/.

Con lo slogan "Nessuno deve morire per un’emorragia non controllata", la Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e Trauma (SICUT) promuove per l’Italia la campagna “Stop the Bleed”, ferma l’emorragia, per sensibilizzare e formare i cittadini in modo che chiunque si trovi ad assistere a un evento traumatico possa intervenire, con semplici mosse, per controllare l’emorragia e aiutare la vittima in attesa dei soccorsi.

Le emorragie, infatti, rappresentano la causa del 40% delle morti immediate dopo un trauma, ma anche la principale causa delle morti che potrebbero essere evitate con semplici manovre. Si stima che bastino 5 minuti per morire di emorragia mentre il primo soccorso sanitario, in media, arriva dopo tempi più lunghi. Le persone presenti sul luogo dell’evento potrebbero intervenire subito e quindi colmare questo gap.

L’obiettivo della campagna “Stop the Bleed” è proprio quello di salvare vite attraverso un’adeguata formazione della popolazione, così come avvenuto per altre campagne di formazione quali quelle che insegnavano le manovre di rianimazione cardiopolmonare o quelle anti-soffocamento.

Pensiamo a quanto potrebbe essere utile, ad esempio per la sicurezza dei nostri figli, che il personale scolastico sia formato per l’intervento in caso di gravi emorragie, o che in ogni ufficio pubblico, centro commerciale, stazione della metropolitana e perché no, in ogni automobile privata o delle Forze di Polizia ci sia un kit con l‘occorrente per fermare un’emorragia.

Già dal 2013, negli Stati Uniti, a causa del crescente numero di attentati, un gruppo multidisciplinare formato da medici, militari, forze di polizia, Vigili del fuoco, Servizi di Emergenza, FBI e Consiglio di Sicurezza Nazionale stilò raccomandazioni per la risposta iniziale alle emorragie potenzialmente mortali in caso di maxi-emergenze. E’ necessario che anche in Italia si crei una coscienza collettiva a riguardo e che prenda piede un programma educazionale che insegni come utilizzare le proprie mani o semplici strumenti per controllare le perdite di sangue.

Per il nostro Paese, la campagna “Stop the Bleed” è stata sposata e promossa dalla Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza e Trauma che ha deciso di patrocinare il progetto “Ferma una emorragia e salva una vita”, con l’obiettivo di realizzare corsi completamente gratuiti per formare gli istruttori (medici e infermieri), e poi i laici, iniziando dal personale che lavora in contesti pubblici come scuole, gruppi Scout, Vigili del Fuoco, polizie municipali, per poi estenderli anche ai cittadini, alle aziende o ai privati che ne facciano richiesta.

Tra gli obiettivi della campagna, anche quello di distribuire gratuitamente, in tutti i luoghi più frequentati come scuole, centri commerciali, palestre, musei, luoghi di culto, i kit contenenti il necessario per assistere il paziente emorragico.

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