I romani e il trasporto pubblico: viva la metro, ma diminuiamo le attese

Il sondaggio di RomaToday e Moovit evidenzia, tra i passeggeri, una preferenza per la metropolitana, che però così non va. Ecco le richieste e tutti i dati su chi, come e quanto usufruisce del trasporto pubblico

Modalità e frequenza d'utilizzo, tempi di attesa e problemi, preferenze e richieste di miglioramento. Il sondaggio sul trasporto pubblico locale effettuato da RomaToday e Moovit, l'app gratuita numero uno al mondo del settore, è diventata un'accurata analisi sulla mobilità capitolina e ha per protagonisti i romani che ogni giorno si confrontano con metro, bus, tram etc.

Il 58,5% degli intervistati, però non ha avuto dubbi: Roma deve puntare tutto sulla metro per migliorare la propria mobilità. Bus e tram, invece, sono stati scelti quasi dallo stesso, esiguo, numero di persone: 18,8% e 17,8%. Per ora ininfluente la percentuale di chi invece ha risposto “treno” o “bike sharing”.

Ci siamo, come giornale, messi anche noi in gioco, chiedendo ai romani: “Rispetto alla situazione che riscontri sui mezzi pubblici, come ritieni l’informazione giornalistica?”. Il 48,4% ha affermato che rispecchia la situazione reale, il 35% crede che venga rappresentata uno scenario migliore di quello reale, mentre il 16,4% pensa che il tpl sia meglio di come viene descritto.

Passiamo adesso ad analizzare quanto i romani si muovono con i mezzi e soprattutto come.

Più della metà (54,6%) si sposta quasi ogni giorno; il 24,3% viaggia dalle 2 alle 5 volte alla settimana, mentre ad usare solo una volta a settimana o ancora più di rado i mezzi pubblici risulta essere il 21,1%.

Il mezzo più usato risulta, coerentemente, essere la metro (54,9%), seguita dai bus (31,8%). Nel restante 13,3%, quindi, vi rientrano tutti quelli che utilizzano il treno, il tram, il car sharing o indistintamente qualsiasi tra questi e i suddetti.

Ogni giorno il 15,8 % degli intervistati trascorre solo meno di 20 minuti sui mezzi pubblici; quasi la metà dei partecipanti al sondaggio (51,1%) “vive” invece quotidianamente dai 20 ai 60 minuti sui mezzi pubblici, mentre a trascorrere oltre un’ora o due troviamo il 33,1 %.

Ecco una delle note dolenti, soprattutto in estate, quando magari alla fermata del bus manca la pensilina: l’attesa dei mezzi pubblici. I fortunatissimi, che attendono, a loro detta, meno di 5 minuti, rappresentano il 7,8%. Più rilevante il numero di chi dice di aspettare meno di dieci minuti, pari al 26,5%. Ma la maggioranza (51,8%) afferma che i tempi medi di attesa si attestano dai 10 ai 25 minuti. C’è anche a chi va peggio: al 9,5% dei protagonisti del sondaggio, infatti, tocca attendere da un minimo di 30 ad un massimo di 60 minuti.

Ma quando siamo lì fermi ad aspettare, come proviamo a calcolare i tempi di attesa? Qui non c’è storia: il 70, 8% prova a scrutare il futuro tramite apposite app; il 20,5 si affida, laddove sono presenti, alle paline elettroniche, mentre l’8,7% preferisce prenderla come viene, aspettando senza controllare quello che dovrebbe essere l’orario di arrivo.

Un breve focus sulla metro C ha permesso di scoprire che impatto ha avuto questa linea sulla vita di chi la utilizza. La maggior parte delle persone adesso riesce ad andare a lavoro utilizzando esclusivamente la metro: è stata questa la miglioria più apprezzata. Altri invece sono contenti della Metro C perché possono uscire per svago senza dover prendere la macchina, mentre altri ancora la apprezzano perché grazie alla nuova linea hanno scoperto nuove zone di Roma Est.

I consigli dei passeggeri

Ma cosa spingerebbe i romani ad incrementare l’utilizzo del trasporto pubblico? Sicuramente la risoluzione delle problematiche maggiormente riscontrate, da cui le seguenti richieste: attese alle fermate minori e quindi maggiore frequenza dei mezzi; il rispetto degli orari, attualmente spesso disattesi; una minor perdita di tempo in generale, perché adesso si impiega troppo per un coprire un determinato percorso; una maggiore pulizia; più linee dirette; più comodità e mezzi moderni; più sicurezza; migliori collegamenti con le stazioni ferroviarie; accessibilità per i disabili, ché non c’è sempre; fermate più vicine e meno tratti a piedi.

Il passeggero “tipico”

Naturalmente non è possibile tracciare il profilo del passeggero tipico, ma attraverso l'analisi di chi ha risposto al sondaggio, possiamo capire da chi sono maggiormente frequentati i mezzi pubblici.

Partiamo con l’età: la rappresentanza più grande è quella che va dai 36 ai 45 anni, che pesa per il 31,3%, seguita dalla fascia che va dai 26 ai 35 anni (24.9%). Spazio minore, ma comunque significativo per le persone tra i 46 ed i 55 anni e quelle tra i 19 e i 25. Ad essere minoritarie, insomma risultano le fasce dei giovanissimi fino ai 18 anni, degli adulti tra i 56 ed i 66 anni e degli anziani, fino agli over 76.

Per quanto riguarda l'aspetto lavorativo, invece, si nota che il 58,3% dei passeggeri ha un lavoro full-time; il 16% è rappresentato dagli studenti, mentre il 15,5% da liberi professionisti. Anche qui, coerentemente con i dati relativi all'età, sono minoritari i pensionati, insieme però a chi svolge un lavoro part-time.

 

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