Parte da Roma il primo studio nazionale del seme in Italia

La contaminazione ambientale dovuta alle sostanze chimiche tossiche è la causa principale della scarsa qualità dello sperma

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Roma, 11 dicembre 2018 - "Le sostanze tossiche hanno rotto le palle ". Questo è il claim che accompagna il primo studio sulla fertilità maschile, lanciato da Institut Marquès in Italia. Il centro internazionale di riproduzione assistita è stato un precursore nel campo, ha dimostrato alla comunità scientifica che attribuire il peggioramento della qualità dello sperma alle classiche cause (stress, pantaloni attillati, alcol, ecc.) è un mito da sfatare.

Grazie agli studi realizzati in Spagna, Institut Marquès ha identificato le sostanze chimiche tossiche come principale causa. Perché uno studio sullo sperma degli italiani? L'Italia è il paese con un tasso di natalità tra i più bassi al mondo - nel 2017 si sono registrate 7,6 nascite ogni 1.000 abitanti - e con un tasso di fertilità in calo: si parla di 1,34 figli per donna nell'ultimo anno. Negli ultimi anni è stata registrata una lenta ma progressiva diminuzione della quantità e della qualità dello sperma, in termini di mobilità e morfologia. In 6 coppie su 10 che ricorrono a trattamenti di riproduzione assistita per diventare genitori, i partner maschili presentano alterazioni dello sperma, più o meno gravi. In Italia non sono stati mai realizzati studi prospettici che valutino la qualità dello sperma della popolazione maschile. Il primo studio dello sperma nazionale in Italia consentirà di determinare la qualità dello sperma degli italiani e di stabilire in che misura fattori come le tossine ambientali influiscano sul deterioramento dello sperma. Le sostanze tossiche, la causa principale della scarsa qualità dello sperma

Oltre ai fattori genetici e alla storia medica, la fertilità maschile dipende da fattori ambientali spesso sconosciuti alla popolazione. Si tratta di prodotti chimici da composti organici persistenti (chiamati COP) comunemente usati nell'industria, nell'agricoltura e in casa, che possono interferire con lo sviluppo dei testicoli e che, come dimostrato, possono compromettere la capacità riproduttiva. Secondo la dott.ssa Marisa López-Teijón, direttrice di Institut Marquès, "gli uomini sono molto più esposti delle donne all’infertilità proprio a causa dell'azione di sostanze inquinanti". Il primo contatto con questi prodotti chimici tossici comincia all’inizio della vita, poiché essi arrivano dal sangue materno, attraverso la placenta, all'embrione. Il tipo di tossine e la quantità dipenderanno dai livelli di sostanze tossiche presenti nell’organismo della madre. I cosiddetti interferenti endocrini sono una lunga lista di composti che nel corpo della donna si comportano come estrogeni, cioè agiscono come ormoni femminili senza esserlo.

Durante lo sviluppo del testicolo fetale, intorno al secondo o terzo mese di gravidanza, l'azione del testosterone, l'ormone maschile, è molto importante. Tuttavia, questi falsi estrogeni competono con esso e non gli permettono di svolgere correttamente la sua funzione, si formano meno cellule che producono spermatozoi e nei casi più gravi producono alterazioni cromosomiche (genetiche) in esse. Queste sostanze sono molto resistenti alla biodegradazione, sono presenti negli alimenti e nell'ambiente, si accumulano nel corpo, specialmente nel grasso, e l’organismo degli esseri umani e degli animali non è in grado di eliminarle. Il peggioramento della qualità dello sperma dovuto alle sostanze tossiche si sta verificando sia nelle aree industrializzate sia nelle zone rurali a causa del contatto con i pesticidi, pertanto esistono ampie variazioni geografiche.

Precedenti studi sulla fertilità maschile effettuati da Institut Marquès in Spagna hanno evidenziato una qualità di sperma peggiore in aree in cui la presenza di questo tipo di sostanza chimica era più elevata. Analisi dello sperma in forma gratuita e anonima per gli italiani A partire da oggi, tutti gli uomini italiani maggiori di 18 anni potranno conoscere la qualità del loro seme attraverso un'analisi gratuita e totalmente anonima. L’importanza di un esame del seme non è riconducibile solo alla fertilità.

Numerosi studi mettono in relazione la qualità dello sperma con l’insorgere di alcune malattie, la qualità del seme può essere considerata un biomarker di salute maschile generale. Per iscriversi, basta accedere al portale www.lesostanzetossichehannorottolepalle.it, compilare un questionario e scegliere giorno e ora per la consegna del campione di sperma a Roma presso le strutture di Institut Marquès a Villa Salaria. Dopo aver analizzato il campione, uno specialista fornirà una relazione completa via telefono o via Skype.

Secondo la Direttrice di Institut Marquès, la Dott.ssa Marisa López-Teijón, lo studio "sarà una buona opportunità per gli italiani di conoscere la qualità del seme in modo semplice, gratuito e anonimo e di ricevere la valutazione di un esperto. Questo genere di informazioni potrà aiutarli ad affrontare, se necessario, eventuali alterazioni seminali mediante una diagnosi precoce". Gli specialisti del settore della riproduzione assistita considerano che, a partire dai 18 anni, tutti i maschi dovrebbero realizzare uno spermiogramma. "Un risultato alterato di questo test diagnostico può mettere in guardia su importanti anomalie. In molti casi, è utile a prevenire, evitare o curare disturbi che causano sterilità che di solito passano inosservati", avverte il Dott. Ferran García, direttore dell'Unità Andrologia dell'Institut Marquès. Obiettivi dello studio Il primo studio sulla fertilità maschile in Italia ha un duplice obiettivo: - Determinare il possibile impatto ambientale, in base alle aree geografiche in cui risiedevano le madri durante la gravidanza. I risultati saranno elaborati mediante un database che includerà la provincia di residenza delle madri dei partecipanti durante la gravidanza.

Esiste una stretta correlazione tra il luogo di residenza della donna incinta e la qualità seminale del figlio dovuta all'influenza di fattori ambientali. - Sensibilizzare la popolazione maschile sull'importanza della salute riproduttiva come parte del benessere fisico e psicologico, e sensibilizzare la società su possibili misure di prevenzione. Campagna informativa “Le sostanze tossiche hanno rotto le palle” Lo studio è accompagnato da una campagna informativa che chiarirà concetti e divulgherà i risultati. Institut Marquès chiede la collaborazione affinché questa campagna raggiunga tutti gli italiani. Riguardo Institut Marquès Institut Marquès è un centro internazionale di riferimento in Ginecologia, Ostetricia e riproduzione assistita con sede a Barcellona e presenza in Italia (Roma e Milano).

Con una vasta esperienza in casistiche di particolare difficoltà, aiuta persone provenienti da più di 50 paesi a realizzare il sogno di genitori. Institut Marquès offre le più alte percentuali di successo. Leader nell'innovazione, sviluppa un'importante linea di ricerca sui benefici della musica nelle prime fasi della vita e sulla stimolazione fetale. Riguardo all’ ambiente, Institut Marquès dal 2002 porta avanti studi che collegano le sostanze tossiche ambientali alla sterilità, e con i risultati dei trattamenti di riproduzione assistita. Dopo aver dimostrato l'impatto che l'inquinamento ha sulla salute e la fertilità, Institut Marquès ha deciso di agire contro questa preoccupante tendenza. Inoltre Institut Marquès appoggia il manifesto dei Citizens for Science in Pesticide Regulation, piattaforma pubblica che lavora per modificare le norme sull'uso di pesticidi nell'Unione Europea e chiede una regolazione indipendente e senza interessi.

Ha messo in marcia la Foresta degli embrioni, un progetto di Responsabilità Corporativa, in collaborazione con l'associazione ambientalista L'escurçó, a Tarragona. Con il tuo aiuto, pianta un albero per ogni bambino che aiuta a venire al mondo. 

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