Lamine e la sua nuova vita a Roma, da rifugiato a tecnico di laboratorio farmaceutico

Siamo andati al laboratorio Lentini Lab di Torresina dove grazie ad un progetto con i centri Sprar, i richiedenti asilo provano a costruirsi un futuro

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Guanti in lattice, camice e cuffie da laboratorio. Questa la “divisa” che per 60 ore dovranno indossare i giovani richiedenti asilo che hanno avuto la possibilità di partecipare al corso organizzato da Monica Lentini, farmacista e formulatrice galenica, avviato lo scorso febbraio all’interno del laboratorio Lentini Lab, a Torresina.

Un’opportunità di apprendimento che può trasformarsi concretamente in un impiego. Un lavoro in grado di garantire ai ragazzi quell’autonomia necessaria a costruirsi una vita una volta ottenuto il permesso di soggiorno umanitario. “Vengono dal Mali, dal Gambia dalla Nigeria - racconta Monica Lentini -, sono ragazzi appassionati, con una grande voglia di imparare e che meritano di essere accolti e integrati. Alcuni di loro sono laureati nel loro paese d’origine e attraverso questo corso provano ad ampliare le loro conoscenze e crearsi un’opportunità di lavoro. Ed è questo che stiamo facendo”.

Ed è proprio dalla prima “classe” che Lentini ha trovato un nuovo dipendente: Lamine, 24 anni del Gambia, dopo aver frequentato le lezioni (teoriche e pratiche) oggi lavora qui come stagista, per poi ottenere un contratto a tempo indeterminato. “Sono arrivato a Roma che avevo solo 19 anni - racconta il giovane gambiano - e mai avrei pensato di poter imparare e svolgere questo tipo di mestiere. Quando mi hanno chiamato per offrirmi questa opportunità mi sono emozionato, e ringrazio li ringrazio tanto”.

I corsi, con cadenza mensile, “andranno avanti - promette Lentini -. Rilasciamo ad ognuno di loro un attestato al termine del corso che certifica la loro preparazione. Operatori che ogni farmacista vorrebbe avere nel proprio laboratorio”. E basta guardali negli occhi, questi ragazzi, per comprendere come un piccolo spiraglio di speranza possa cambiare la vita di ognuno di noi. Soprattutto quando da difficoltà e sofferenze si prova ad alzare, finalmente, la testa.

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Commenti (8)

  • chi non ha contezza della situazione, come al solito, apre bocca e gli dà fiato in modo qualunquistico e benpensante. il corso è aperto a tutti, ma di italiani solo due si sono presentati. Quando c è da faticare tutti sti italiani " n'do stanno? Abito a Torresina è conosco personalmente la dott.ssa Lentini,quindi so tutto di quello che ha organizzato e organizza. quindi prima di esprimere cazzate tacetevi che fate più bella figura.

  • Agli italiani mai ? Ai giovani che non trovano lavoro o a chi lo ha perso a 40 e più ??? Se vi aspettate un “bravi”, sappiate che non arriverà .

  • Dolce....e immagino le lettere di referenze e gavette che avrà dovuto dimostrare, le file chilometriche con altri candidati,i colloqui estenuanti.... tutto molto dolce.

    • Scartato eh ??? Complotto !!!!

  • Un altro lavoro che gli italiani non vogliono fare?...

  • Tutto molto bello, ma pensate anche ai giovani delle periferie romane che sono disoccupati!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • E chi studia dai 5 ai 10 anni per laurearsi invece non lavora...stiamo cadendo sempre più nel ridicolo!questo paese andrebbe rifondato da 0..VERGOGNA!!!

  • Un occasione di crescita e apertura mentale .. che ogni azienda dovrebbe sperimentare .. complimenti alla dottoressa Monica Lentini

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