Rifiuti in strada, netturbini bersaglio dei residenti: "Lancio di uova contro gli operatori Ama"

Tre operatori diventano il bersaglio della protesta dei residenti nella zona dello Scalo di San Lorenzo. Protestano i sindacati: "Servizio inefficiente scaricato su chi lavora tra la gente"

Immagine di repertorio

I rifiuti non vengono raccolti ed a farne le spese sono gli operatori Ama. A Scalo San Lorenzo il lancio di uova ha infatti raggiunto l'interno di un mezzo che era in servizio nel quartiere. A denunciare la situazione i sindacati FP Cgil, FIT Cisl e Fiadel.

Le proteste i sindacati

"Come troppo spesso accade la difficile situazione sul territorio, causata da un servizio inefficiente, si scarica su chi opera tra i cittadini. E purtroppo l’azienda non è in grado di rispondere tempestivamente - scrivono in una nota congiunta le tre sigle sindacali - Ci aspettiamo, anche alla luce di quanto emerso al tavolo sulla sicurezza del 19 settembre, che almeno si prendano pubblicamente le difese di chi compie solo il proprio dovere".

L'assenza di risposte

Al di là dell'auspicata presa di posizione da parte di Ama, "resta un problema la mancanza di risposte anche operative". Ed infatti, ricordano le tre sigle sindacali, nell'episodio di San Lorenzo "le due colleghe e il collega in servizio hanno dovuto coprire i sedili del mezzo come meglio potevano, in assenza di mezzi sostitutivi per continuare il servizio".

Come si accumulano i rifiuti in strada?

Sul fronte della raccolta rifiuti, in settimana è arrivata l'ennesima doccia fredda per Ama. L'importante gara da 188 milioni di euro che l'azienda aveva bandito è infatti andata deserta. Serviva a trovare un soggetto interessato allo smaltimento della fos e degli scarti in uscita daigli impianti di trattamento bio meccanico (Tmb) di Salario e Rocca Cencia, ma anche per il termotrattamento del combustibile derivato da rifiuti (Cdr). Inoltre, attraverso la gara  Ama confidava d'individuare il modo per trattare il rifiuti indifferenziato che i due TMB romani non sono in grado di gestire.

L'assenza di offerte complica però un quadro che, già in partenza, non era roseo. Ad oggi infatti indiffenziato e scati dei TMB di Rocca Cencia e Salario, vengono bruciati all'estero (Austria e Germania) oppure vanno in altri impianti del Lazio o nel resto del paese, se si stratta di scarti. Se non si trova dove trattarli, si rischiano ritardi nello svuotamento degli impianti e quindi  finiscono con il rallentarsi anche i  giri dei camion deputati a raccogliere i rifiuti. Questi ultimi, inevitabilmente, restano fuori dai cassonetti ed invadono strade e marciapiedi. Provocando scomposte proteste come quella appena accaduta a Scalo San Lorenzo.

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