Residence Bastogi, pioggia nelle case e mura distrutte dall'umidità: "Raggi ci ha mentito"

Due anni fa la promessa di interventi strutturali sulle case di proprietà comunale. Ma oggi il quadro rimane disastroso

Stanno raccogliendo i soldi in una cassa comune. Ad aiutarli con i lavori penseranno dei coinquilini operai residenti proprio lì, nelle case di Bastogi che cadono a pezzi. Dieci, venti euro a testa per palazzine di un centinaio di abitanti. "Ci fanno pagare solo i materiali, perché anche loro stanno qui e poi non abbiamo altra possibilità, non abbiamo soldi" spiega a RomaToday Ilenia, con la rabbia di chi si aspettava, a ragione, che gli interventi fossero a carico del Comune di Roma. E invece i riscaldamenti sono rotti, da settimane piove negli androni dei palazzi, e nessun tecnico si è fatto vivo nonostante i solleciti. L'acqua viene giù tanto abbondante che per limitare i danni i residenti hanno posizionato a terra dei secchi. C'è chi attraversa l'ingresso di casa riparandosi sotto l'ombrello. 

"Siamo abbandonati da anni. Qui solo passerelle elettorali" incalza Angela (nome di fantasia, ndr), 63 anni, residente nella scala C di via Lucci. "Le caldaie sono rotte, i riscaldamenti spenti, ma erano accesi quest'estate. Qui non funziona nulla". Con il telefonino riprende le mura sgretolate dall'umidità, che metro dopo metro sta mangiando l'intonaco: "Qui i vigili del fuoco ci hanno detto che è inagibile, non ci potremmo stare". 

Eppure il Comune a guida grillina aveva promesso interventi strutturali esattamente due anni fa. Dicembre 2016. Raggi e la presidente del XIII municipio Giuseppina Castagnetta parlavano di 100mila euro stanziati per riparazioni sulle tubature: "Allo stato attuale la spesa annuale per i consumi idrici è di 450mila euro ma con le operazioni già pianificate scenderà a 200mila". Ma nelle case di Bastogi piove nei corridoi e negli spazi comuni delle palazzine, le mura ingiallite dalla muffa che avanza per l'accumulo di acqua in eccesso, si sgretolano. E il Comune si è occupato solo dei garage liberandoli dalle pozze di liquami fognari. Per tutto il resto i cittadini (quando possibile) fanno da soli, ormai tristemente abituati all'abbandono. 

Il più grande residence per l'emergenza abitativa della Capitale sopravvive da anni in condizioni disumane. Sei torri sulla collinetta Bastogi di Torrevecchia acquisite dal Comune nel lontano 1989 per dare una casa ai senzatetto diventate oggi una polveriera, dove convivono regolari assegnatari e occupanti abusivi. E dove la semplice manutenzione ordinaria è una chimera. Solo a settembre i residenti denunciavano al nostro giornale le condizioni di inagibilità dei bagni, regolarmente allagati, con pezzi di intonaco venuti giù dal soffitto, nonostante lavori appena fatti dall'amministrazione. 

"Che cittadini indigenti siano costretti a pagare di tasca propria lavori in case del Comune è un fatto grave - commenta il consigliere di Fratelli d'Italia del XIII municipio Marco Giovagnorio, che ha inviato un esposto all'assessore all'Urbanistica Luca Montuori e ai dirigenti del dipartimento competente - quella raccontata dalla presidente Castagnetta e dal sindaco Raggi è stata una gigantesca presa in giro, subita dai cittadini"

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Commenti (4)

  • Raggi chi? Ma perchè a Roma c'è un sindaco?

  • É singolare come in Italia la gente creda agli asini che volano. Ci sono state amministrazioni ben più serie di quella attuale, che hanno fatto poco o niente, mentre adesso...arrivano i M5S e i soldi crescono sugli alberi...ma per favore... Italiani, il mondo delle favole termina con l'età adulta.

    • Vero quello che dici ma nessuno ha costretto la Sindaca e l'attuale maggioranza ad esporsi in campagna elettorale millantando la soluzione delle problematiche del complesso abitativo di Bastogi. Come tu dici il mondo delle favole è terminato, anche quella a 5 stelle.

    • É singolare come in Italia la gente creda agli asini che volano. Ci sono state amministrazioni ben più serie di quella attuale, che hanno fatto poco o niente, mentre adesso...arrivano i M5S e i soldi crescono sugli alberi...ma per favore... Italiani, il mondo delle favole termina con l'età adulta.

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