Roma città anziana e povera: calano matrimoni e nascite, in aumento gli “equilibristi della povertà”

I dati del rapporto sulla Povertà nella Capitale elaborato dalla Caritas: “Tessuto relazioni sociali logorato, ma dati allarmanti rischiano di cadere nel vuoto”

Meno romani a Roma e più anziani, crescono le difficoltà economiche mentre calano matrimoni e nascite. È la fotografia scattata dal rapporto sulla Povertà nella Capitale nel 2019 elaborato dalla Caritas. 

A Roma gli “equilibristi della povertà”

Nella Città Eterna, tra dati preoccupanti e disparità, la novità rilevata dal rapporto presentato in Vicariato, è una nuova tipologia di poveri: “gli equilibristi della povertà”, persone fragili e vulnerabili che camminano sempre sull’orlo del precipizio della povertà. Un equilibrio precario il loro tra situazioni accettabili e crisi profonda in caso di imprevisti anche minimi.

Meno romani e più anziani

Dallo studio, "La povertà a Roma: un punto di vista. Anno 2019", emerge che i cittadini romani nel 2018 sono diminuiti di 16.605 unità rispetto all'anno passato, ma soprattutto risulta l'invecchiamento della popolazione. 

A Roma l'indice di vecchiaia, che misura il numero di anziani presenti in una popolazione ogni 100 giovani, è passato dal 163,8% del 2016 al 166,2% del 2017 e al 170,2% dello scorso anno. 

A Roma pochi stranieri

Sebbene il fenomeno dell’immigrazione sia sovra rappresentato, l’incidenza della popolazione straniera a Roma è bassa, almeno rispetto alle altre grandi città italiane: nella Capitale ammonta al 13,4% a fronte di quella di Milano che tocca il 19,8 %, quindi Firenze con il 16,3 %, e Torino con il 15,1%. 

I municipi con maggiore popolazione straniera (superiore alle 30.000 persone) sono il VI con 45.350 e il V con 42.555. Peraltro il 44% degli stranieri proviene da un Paese europeo, il 33% da uno asiatico, il 12% da uno africano e l'11 % da uno americano. 

Redditi a Roma: il 40% è sotto i 15mila euro l’anno

Circa il 40% della popolazione romana ha un reddito fino a 15.000 euro, un altro 40% tra 15.000 e 35.000. Solo il 17,5% della popolazione presenta redditi imponibili tra 35.000 e 100.000 euro. Secondo l'indagine, l'assottigliamento della fascia media registrato a livello nazionale viene confermato a Roma, giacchè la quota di individui con reddito fino a 15.000 euro supera il 40%.

Famiglie sotto la soglia di povertà

Le famiglie con figli minori e reddito inferiore ai 25.000 euro si stima siano 125.560 (incidenza media 9,2%) con una particolare incidenza nel VI Municipio (15,5%) nel X, nel XV, nel V, nel XIV e nell'XI. Fatti i dovuti calcoli, si tratta prevalentemente di famiglie di 4 persone con circa 1.700 euro netti al mese, che, se si considera un affitto o un mutuo medio a Roma, arrivano a 1.000 euro al mese. Una vera e propria condizione di povertà se si pensa che l'Istat stima per questa specifica tipologia di famiglie la soglia di povertà sotto i 1.541,25 euro al mese.

Matrimoni in calo, non esistono più le famiglie “classiche”

Nel corso degli ultimi trent'anni è aumentato il numero dei celibi/nubili, diminuito il numero dei coniugati, i vedovi sono rimasti stabili, aumentati i divorziati e le divorziate. I matrimoni sia civili che religiosi registrano un calo del 35% negli ultimi venti anni. Il trend negativo si è rafforzato a partire dal 2008 fino ad arrivare a 7.413 matrimoni nel 2017.

Oggi le famiglie monocomponente sono oltre il 50% nel I Municipio (quasi il 60%) e nel II Municipio(53%), mentre solamente nel VI e nel X scendono sotto il 40%. Guardando all'intera città, su 1.360.158 famiglie il 44,3% (602.695) sono nuclei formati da una sola persona. Il dato è in costante crescita. Sempre più oggi la famiglia e l'atmosfera familiare diverge dall'immagine 'classica': innalzamento dell'aspettativa di vita, aumento delle separazioni, divorziati, persone orientate a relazioni temporanee o comunque non di coabitazione, immigrati soli. Sommando i nuclei composti da una persona sola e quelli monogenitoriali si supera il 50% dei nuclei familiari. La maggior parte delle famiglie è composta dunque o da un adulto solo (spesso anziano) o da un adulto solo con figli. 

“E se questa articolazione delle famiglie romane fa pensare ad una perdita in termini di relazioni umane – scrivono dalla Caritas - è pur vero che nuove forme aggregative possono offrire supporto alle persone sole(attraverso ad esempio l'attivazione di reti di vicinato).Ne è un esempio l'esperienza Caritas di Quartierisolidali a Roma. Certamente è una società a relazioni umane rarefatte quella descritta: e c'è da chiedersi come ciò influirà sulle nuove generazioni”. 

In dieci anni nascite in calo del 25 per cento

Anche le nascite, dal 2008 al 2018, sono calate del 25%. Si registra una forte discordanza tra desiderio genitoriale e sua realizzabilità. Il Municipio con la natalità più bassa è il I, cui si contrappone il VI con il tasso di natalità più elevato. L'età delle madri si va spostando sempre più verso l'alto: la percentuale delle 35-44enni è aumentata di due punti rispetto alle 25-34enni, che hanno registrato un -2 punti percentuali. 

L'unica fascia d'età che registra dal 2006 ad oggi un aumento eclatante dei nuovi nati è quella delle madri ultra 45enni che passa da 76 a 376: vale a dire che per le madri sopra i 45 anni i nati sono quasi quadruplicati. 

La Caritas: “Relazioni sociali logorate”

"Il tessuto delle relazioni sociali a Roma si è logorato. Quello che ne consegue è che anche la presentazione di un rapporto come quello di oggi, con i suoi dati più che allarmanti, rischia di cadere nel vuoto. Non solo per quel che riguarda le istituzioni, ma anche nella vita sociale. Tutte queste situazioni di povertà non trovano infatti una città pronta a reagire" - ha detto all'agenzia Dire monsignor Gianpiero Palmieri, vescovo delegato per la Carità, per la Pastorale dei migranti e dei rom, durante la presentazione del Rapporto sulla povertà nella Capitale

"La povertà a Roma riguarda una fetta enorme della popolazione, nonché interi quartieri e riguarda sia quella economica che educativa e relazionale. Soprattutto – sottolinea monsignor Palmieri – è emerso un nuovo fenomeno, quello degli 'equilibristi della povertà', in cui si entra e si esce dalla povertà. Persone che per motivi accidentali passano da una situazione accettabile a una situazione di povertà”. 

Dispersione scolastica in aumento

Ma nella Capitale preoccupano anche dispersione scolastica e violenza. A Roma il tasso di dispersione scolastica negli ultimi 4 anni scolastici ha registrato un aumento del +19,6%, totalizzando un numero di casi di abbandoni pari a 2.442 bambini e ragazzi dall'anno scolastico 2015-2016 al 2018-2019. Il 72,5% dei residenti di età compresa tra 25 e 64 anni ha almeno il diploma di scuola superiore. Ma coì non è nelle zone con più famiglie con figli in difficoltà (ad esempio Torre Angela, San Vittorino, Borghesiana +del 50%). 

Per quel che riguarda gli asili nido, se a livello città Roma presenta una buona offerta (con 42 posti ogni 100 abitanti), si registrano forti disparità tra municipi: solo 3 i municipi con un'offerta superiore a 40 mentre le zone con maggior disagio familiare, il VI e il XV (Labaro, Giustiniana e Primaporta) vedono l'offerta dimezzata.

Stalking e maltrattamenti familiari

Nel 2017 Roma ha registrato quasi il 70% degli atti persecutori (o stalking) del Lazio e il 74,6% dei maltrattamenti familiari. “Questo vuol dire che vivere a Roma espone le donne a rischio superiore rispetto a quanto si registra nei piccoli centri. Comunque i maltrattamenti in famiglia sono superiori rispetto a quelli subiti da estranei”.

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Anche i dati sulle violenze sessuali sono sconfortanti: tra il 2000 e il 2017 nel Lazio i casi di violenze sessuali sono quasi raddoppiati passando da 275 a 514. Tra il 2000 e il 2018 le donne uccise nel Lazio ammontano a 257, con una media di 14 vittime all'anno.
 

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