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Per la povertà nessuna fase 2: a San Lorenzo è ancora quarantena solidale tra pacchi spesa e libri per i più piccoli

Sono circa 30 le famiglie a cui i volontari di Quarantena solidale di San Lorenzo portano il pacco spesa ogni settimana

 

“Reti come la nostra non vedono una riduzione delle richieste, anzi. Ma noi non possiamo risolvere da soli il problema strutturale della povertà di questa città”. Marta è una dei volontari della rete di realtà sociali riunite sotto la “Libera Repubblica di San Lorenzo” che, da quando è iniziato il lockdown, ha deciso di costruire l’iniziativa “Quarantena Solidale"

Un supporto concreto alle famiglie in difficoltà del quartiere e zone limitrofe, a cui è stato da subito offerto un servizio di assistenza per la richiesta degli aiuti istituzionali, ma anche la disponibilità ad effettuare la spesa per chi non potesse uscire di casa. “Per la prima fase dell’emergenza ci siamo dedicati principalmente a questo. Nell’ultimo mese però abbiamo iniziato a fare i pacchi alimentari rispondendo ad una richiesta che ci arrivava da chi non aveva più i soldi per fare la spesa - continua Marta -. Il quartiere ha risposto benissimo con la spesa sospesa fuori dai supermercati, ma anche con la raccolta fondi che abbimo lanciato e che ci permette di acquistare beni particolari e costosi come il latte per bambini, pannolini o farmaci. 

Tre volte a settimana vanno a ritirare i prodotti che le persone scelgono di donare, ma anche i libri attraverso un’iniziativa simile allestita all’interno delle librerie di San Lorenzo. Poi la costruzione dei pacchi in base al nucleo famigliare e la consegna presso i loro domicili. “Ci siamo basati sull’esperienza di Nonna Roma e abbiamo deciso di portare noi il pacco perché la maggior parte di queste persone non hanno modo di raggiungerci - spiega Marta -. Siamo coscenti che questa è una misura emergenziale, serve una risposta da parte delle istituzioni perchè da soli non ce la facciamo. I buoni spesa non arrivano, chi li ha ricevuti li ha ormai esauriti rimanendo però nella condizione di non poter dare da mangiare proprii figli. Una cosa inaccettabile”.

I ragazzi di San Lorenzo erano premesti i piazza del Campidoglio in occasione della mobilitazione lanciata da Nonna Roma per chiedere risposte alla sindaca Virginia Raggi, circa la mancata erogazione di buoni spesa e buoni affitti. Accanto a loro anche i volontari del Quarticciolo, Tor Bella Monaca, Tufello, San Basilio. Territori che, senza l’iniziativa solidale messa in campo da queste realtà, avrebbero senza dubbio vissuto una fase ancora più emergenziale legata alla crisi del Coronavirus, e che non cambia con l'avvio della fase due. Mentre ancora si attende la risposta e l’intervento concreto del Comune di Roma.

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