Rifiuti, bagno di realtà di Ama: i numeri della differenziata per il 2020 si abbassano

Le cifre contenute nelle linee guida del piano industriale divergono rispetto a quelle del piano licenziate dalla giunta Raggi a marzo del 2017

Immagine d'archivio

Meno dodici punti percentuali di raccolta differenziata nel 2020, rispetto a quanto stabilito dal piano di gestione dei rifiuti varato dalla giunta Raggi a marzo del 2017. Nelle linee guida del piano industriale Ama, licenziate ieri sera dal Cda, le strategie indicate dall'amministrazione affinché Roma sia autosufficiente nello smaltimento dell'immondizia ci sono: dagli impianti (13 quelli nuovi previsti) che puntano al riciclo e al trattamento dell'organico, all'Ama di municipio, all'assenza di nuovi Tmb, discariche e inceneritori. Quello che diverge sono gli obiettivi in numeri. 

La giunta Raggi ha fissato al 70% il tetto di differenziata da raggiungere nel 2021, con step al 55 nel 2018 (siamo già dieci punti indietro), al 65 nel 2019 e al 67 nel 2020 (vedi schema in basso). Ama invece sembra tirare un freno, almeno in questa prima bozza, per quanto riguarda i passaggi intermedi. Nel 2019 verosimilmente la quantità di scarti separati salirà di 5 punti percentuali, salendo al 50 e di altri 5 nel 2020, salendo al 55%. Qui, la speranza dell'azienda è tutta negli strumenti messi in campo nel frattempo - porta a porta e impianti -  per raggiungere quella vetta che oggi sa davvero di miracolo: il 70% nel 2021, traguardo che a quanto apprendiamo rimane nelle linee guida. 

Duri i commenti sui dati emersi da parte delle forze di opposizione. "Come al gioco dell'oca si riparte dal via. È quanto emerge dalle linee guida del piano industriale varato dall'Ama e dalla giunta Raggi. L'obiettivo della differenziata scende dal 67% al 55% entro la fine del 2020. Una sorta di Caporetto rispetto agli annunci che da due anni a questa parte ci hanno propinato la sindaca Raggi e l'assessore Montanari" commentano in una nota le consigliere del Pd capitolino Valeria Baglio e Ilaria Piccolo. 

"Dopo aver letto le linee guida del piano industriale di Ama, la sensazione è di essere di fronte all'ennesimo bluff" dichiarano Simone Sapienza, segretario di Radicali Roma, Riccardo Magi, deputato di +Europa, Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa/Radicali e Massimiliano Iervolino, membro di direzione di Radicali Italiani. "Non si paventa la costruzione di una discarica di cui Roma ha un bisogno oggettivo, si rallenta sulla raccolta differenziata, si annuncia la costruzione di 13 nuovi impianti senza considerare l'ipotesi di comprare quelli esistenti, e velocizzare così un processo che rischia di diventare infinito". 

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