Movida, a Castel Gandolfo arriva l'ordinanza anti schiamazzi

Niente musica da mezzanotte alle 7 di mattina e multe fino a 1032 euro

Immagine di repertorio

Ordinanza anti schiamazzi a Castel Gandolfo. È entrato in vigore il regolamento del comune alle porte di Roma che disciplina gli orari e le attività degli esercizi commerciali, artigianali e di somministrazione di alimenti e bevande. Un provvedimento che, come spiega il Sindaco Milvia Monachesi, garantirà una maggiore tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, individuando delle misure in favore della quiete pubblica. Ne dà notizia il comune in una nota. 

Dal 14 agosto 2018, giorno dell’entrata in vigore dell’ordinanza numero 74, ogni attività commerciale, artigianale, ristorante e bar della cittadina castellana deve esporre all’esterno del locale mediante un cartello ben visibile i propri orari di apertura e l’eventuale giorno di riposo settimanale, avendo cura di comunicarli anche al Comune. L’ordinanza fissa anche una fascia oraria, da mezzanotte alle 7 di mattina, entro cui non si possono svolgere piccoli intrattenimenti e ogni altra attività musicale, “salvo eventuali deroghe richieste al Sindaco e supportate da adeguate motivazioni di interesse generale”. 

Per limitare gli schiamazzi notturni e garantire che vi sia il rispetto del riposo e della tranquillità dei residenti, la somministrazione di cibi e bevande all’esterno dei locali sarà possibile fino alle ore 23.30, in inverno, e entro l’una di notte, in estate. Inoltre, come stabilito dal regolamento, i titolari degli esercizi devono controllare che il “rumore antropico” resti contenuto, invitando i propri clienti a non arrecare disturbo con possibili rumori all’esterno del locale. Un’accortezza che, durante le ore notturne, tra l’una e le 6 di mattina, dovrà essere garantita anche impedendo, mediante idonee misure, la propagazione esterna di suoni e rumori provenienti dall’interno delle attività commerciali.

Come stabilito dall’ordinanza chi non rispetterà questi obblighi e prescrizioni sarà soggetto ad una sanzione amministrativa che va da 154 euro ad 1032 euro. Inoltre è prevista anche la possibile sospensione dell’attività per un massimo di 15 giorni, qualora le forze dell’ordine o la polizia locale, incaricate di vigilare sull’osservanza di questo regolamento, accertino una reiterata inosservanza da parte dell’esercente.

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