Mille studenti in Tribunale, convegni e dibattiti per la 'Notte bianca della legalità'

Mattarella: "La diffusione della cultura della legalità si realizza anche grazie ad iniziative come questa"

La pioggia non ha fermato la quarta edizione della 'Notte bianca della legalità' svoltasi a Roma e, contemporaneamente, nei tribunali di Palermo, Napoli e Genova. Nella capitale più di mille studenti hanno animato le aule del tribunale penale di Roma, organizzando convegni e tavole rotonde nel corso di tutto il pomeriggio. Ad aprire i lavori, l'inno di Mameli intonato da un coro di ragazzi, seguito dai saluti inviati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"L'apertura agli studenti degli uffici giudiziari è un'occasione per far conoscere loro una realtà distante per i ragazzi ma funzionale al rispetto della legalità" ha detto Mattarella nel suo comunicato. "La diffusione della cultura della legalità si realizza anche grazie ad iniziative come quella odierna, che contribuiscono alla maturazione di una coscienza civile nelle giovani generazioni". 

Ascoltano con attenzione i ragazzi, ognuno con indosso una maglietta con la scritta 'portatore sano di legalita''. L'iniziativa, realizzata dall'Associazione Nazionale Magistrati in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e degli Uffici Scolastici Regionali, è nata con l'intento di rendere i giovani protagonisti di legalità. Non solo lezioni teoriche dunque, ma un confronto attivo in cui gli studenti sono coinvolti in prima persona nelle attività, con laboratori organizzati all'interno delle aule dei tribunali.

"Aprire le porte dei palazzi di Giustizia ai ragazzi è un'iniziativa preziosa per i ragazzi e per coloro che amministrano la giustizia" ha detto nel suo messaggio il ministro della Giustizia Andrea Orlando "è a loro, infatti, che tributiamo la nostra passione; siete voi i protagonisti del presente, siete voi che dovete dare corpo alla speranza di un futuro più giusto".

Cyber-bullismo, immigrazione, stupefacenti, violenza di genere. Questi alcuni dei tanti argomenti affrontati dai ragazzi nel corso della serata, in un dialogo alla pari con magistrati, avvocati e rappresentanti della Forze dell'Ordine. "Sono orgoglioso di partecipare a questo momento" ha detto Francesco Monastero, presidente del Tribunale di Roma. "Questo è un momento non di studio o di lavoro, ma di integrazione. In questo modo avrete la possibilità di capire cosa fanno i magistrati attraverso la nostra stessa voce".

E così il posto degli imputati viene occupato dai volti giovani degli studenti, curiosi di approfondire temi legali vicini alla loro realtà. Caloroso il saluto di Francesco Minisci, presidente dell'associazione magistrati, che nell'accogliere i ragazzi ha detto: "Questa è la festa della legalità. Noi abbiamo il dovere di condurvi verso il futuro, di farvi vedere quali sono i veri miti. Noi stiamo per consegnarvi le chiavi del futuro- prosegue- e non possiamo prescindere dalla giustizia, perche' l'illegalita' chiudera' le porte al futuro".

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La legalità, dunque, come bene da coltivare nelle aule scolastiche e valore da trasmettere alle giovani generazioni, come suggerisce l'intervento di Alida Montaldi, presidente del tribunale dei minori di Roma: "chiedete ai vostri insegnanti di approfondire i temi della giustizia, imparateli e diffondeteli". L'ultimo intervento prima dell'inizio delle attività è quello di Laura Baldassarre, assessora alla scuola del Comune di Roma che, nel riportare i saluti della sindaca Raggi, ricorda le parole pronunciate da Piero Calamandrei in un discorso del 1950: "La scuola è un organo 'costituzionale', è un organo centrale della democrazia, perchè serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente".
 

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