Occupante a sua insaputa. La storia di Monica sfrattata da Testaccio: "Non ho neanche l'auto per dormirci dentro"

Incontriamo Monica Grilli, 50 anni, all’interno dell’occupazione di via Tiburtina nella zona di San Basilio. Probabilmente sarà costretta a vivere qui

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I ricordi d’infanzia. Le poche cose che si sono riuscite ad avere, e ad accumulare, in 50 anni di vita. Tutto spazzato via dall’arrivo dell'ufficiale giudiziario quel 19 marzo, quando Monica Grilli, ha perso tutto insieme alla sua casa di Lungotevere Testaccio. “Il Comune non può aiutarmi, quindi io cosa faccio? Dormo in strada - si chiede  -. Voglio la mia casa, o almeno una soluzione dignitosa in cui vivere”.

La casa di Monica fa parte di un complesso di alloggi popolari costruito addirittura nel 1919. A prendere le chiavi di quell’appartamento, i suoi bisnonni. Una casa che ha sempre vissuto, fin da neonata, tanto che il nonno nel 1992 la inserisce nel nucleo famigliare con la residenza. Quando l’anziano muore nel 2008, Monoca scoprirà di essere invece un’occupante abusiva: “Mi è caduto il mondo addosso - racconta - non sapevo cosa fare anche perchè era una cosa assurda. Quindi mi sono rivolta ad un sindacato e ad un avvocato. Mi hanno tolto negli anni quasi 15mila euro, senza ovviamente risolvere niente”.

A Monica, senza reddito e con due cani, è stato offerto alloggio in un centro per l’emergenza freddo al Prenestino. Progetto che però ha una data di scadenza: 10 aprile. “Non voglio finire in mezza ad una strada”.

“La storia di Monica mostra quanto sta ormai accadendo in questa città, una vera e propria guerra ai poveri - dice Michelangelo Giglio di Asia Usb -, una storia che lancia un messaggio ben preciso. I poveracci non possono vivere al centro di Roma, vanni spazzati via, a beneficio di chi quelle case le potrà comprare”.

Monica guarda la sua stanza, dentro l’occupazione che l’ha accolta, e pensa alla sua casa. Ai ricordi d’infanzia. Alle sue cose che non rivedrà più. E una lacrima le corre sul viso.

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