Metro C, il cantiere si ferma: stop alle talpe perché dal Campidoglio manca l'ok finale

Di nuovo ferme sottoterra le due Tunnel boring machine (Tbm). Il consorzio metro C scrive al dipartimento Trasporti ma senza ottenere risposta

Talpe metro C

Manca il via libera finale dal Campidoglio. Così Shira e Filippa, le talpe d'acciaio che stanno scavando il tunnel della metro C verso piazza Venezia, sono di nuovo ferme, a metà strada tra il Colosseo e i Fori Imperiali, per l'ennesima volta e per l'ennesimo pasticcio burocratico. Parliamo dell'unica grande opera, insieme al ponte Morandi di Genova, rimasta attiva in Italia nonostante l'emergenza coronavirus. Che ora rischia il blocco totale e non per ragioni sanitarie. 

I fondi sono stati stanziati, come stabilito dalla delibera Cipe pubblicata in Gazzetta ufficiale il 20 marzo: 10 milioni di euro arrivati dal Mit (Ministero dei trasporti) per coprire i costi degli scavi. Nessuno però dagli uffici del dipartimento Trasporti ha firmato atti. E la normativa prevede che sia il soggetto aggiudicatore a disporre le ultime carte che permettono al contraente generale, Metro C, di proseguire con il cantiere. 

I solleciti di Metro C

Il consorzio lo fa presente alla sindaca Virginia Raggi, all'assessore Pietro Calabrese, a Roma Metropolitane, al dipartimento Trasporti, con diverse lettere inviate che però non hanno ottenuto risposta. L'ultima del 25 marzo, che RomaToday ha potuto visionare, è un sollecito più che chiaro.

"La nostra società sta continuando a profondere tutto l'impegno necessario al fine di assicurare la continuità dei lavori in regime di sicurezza - si legge nella missiva - oltre alle imprescindibili attività di monitoraggio e manutenzione delle macchine operatrici senza che l'amministrazione si sia ad oggi ancora adoperata per porre in essere i doverosi atti di propria competenza". Già, perché l'assurdo è che gli operai continuano a recarsi al cantiere sotterraneo ogni mattina, bardati con guanti e mascherine, senza che le macchine possano muoversi. Proseguono solo gli scavi archeologici di superficie. 

Raggi: "Cantieri a pieno ritmo"

E proprio il 20 marzo, quando le prime note da Metro C erano già arrivate sui tavoli degli uffici, la sindaca plaudeva ai ritmi rapidi di prosecuzione del maxi cantiere. "I lavori per portare la terza linea metropolitana nel cuore della città, e collegarlo con la periferia, vanno avanti nel rispetto delle normative e in totale sicurezza. A piazza Venezia, come da cronoprogramma, continuano le indagini del sottosuolo, che serviranno a stimare tempi e costi certi della futura stazione. Proseguono a pieno ritmo anche i cantieri nelle altre fermate della linea". 

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I rischi: un contenzioso e danni erariali

Insomma, a pieno ritmo non proprio. Mancano gli atti finali e le talpe nei fatti restano ferme, con possibili conseguenze a livello economico: un danno erariale, consistente, per i giorni di ritardo dalla pubblicazione della delibera Cipe, oltre a un consumo di cassa per metro C e un contenzioso, l'ennesimo, tra le parti, che renderebbe inevitabili pesanti ripercussioni sull'opera. 

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