Movida a Piazza Bologna, l'eterna lotta tra i ragazzi e i residenti

Degrado e atti di vandalismo: torna settembre e ritorna la guerra della movida. Residenti esasperati e giovani impauriti per le reazioni. Ecco le voci dal quartiere

Le sere di fine settembre, quelle in cui fa ancora caldo ma non troppo, quelle in cui è piacevole trattenersi con gli amici a chiacchierare, quelle che lasciano ancora dietro sè gli strascichi d'estate e la voglia di fare feste possono trasformarsi in un vero e proprio incubo per tutti quelli che invece la mattina presto lavorano o,ad esempio ,hanno i bimbi piccoli che inevitabilmente vengono svegliati da quelle chiacchiere apparentemente innocue. Ritorna settembre ed è subito malamovida a piazza Bologna. I locali sono pieni di ragazzi che si intrattengono fino a notte tarda, che cantano insieme abbracciati con l'alcol che gli fa da elisir, e i residenti non dormono. Vivono, invece,di giorno il degrado legato a eserciti di bottiglie vuote abbandonate per strada o ad atti goleardia alcolica a danno del patrimonio estetico del quartiere. Spesso i residenti, esasperati dal non dormire e in assenza di tutela dalle istituzioni ricorrono, però, a metodi poco ortodossi di giustizia fatta in casa: il lancio dai balconi di sostanze disparate, dall'urina alla candeggina.

"Noi vorremmo solamente dormire e vorremmo salvaguardare il nostro quartiere dal degrado costante a cui è esposto sette giorni su sette nelle ore notturne. Abbiamo segnalato più volte al comune lo stato di cose divenuto ormai insostenibile", racconta la signora Anna residente in viale Ippocrate che continua: "Se passi di qui già alle otto di sera ti offrono erba, in preda all'alcol danneggiano qualunque cosa diventando pericolosi in primo luogo per loro stessi, oltre che per il nostro quartiere".

Nel comune di Roma è in vigore lo strumento unico di segnalazione, secondo i residenti di Piazza Bologna però totalmente inutile :"Sono anni che facciamo segnalazioni, tavoli e discutiamo della situazione: l'amministrazione ne è perfettamente a conoscenza eppure non fa nulla", afferma con rabbia il signor Emanuele che abita in via Michele di Lando. Fino al 31 ottobre, peraltro, è in vigore l'ordinanza che vieta la vendita e il consumo di alcol in vetro dopo le ore 22. "E' noto però come i locali preferiscano pagare una multa piuttosto che non vendere alcol. Le ordinanze si riducono a un mero palliativo e il sistema non funziona", secondo la signora Roberta che abita in Via Stamira. 

Dall'altra parte della barricata i ragazzi, per lo più studenti universitari: "Una mia amica a maggio è stata ricoverata in ospedale perchè colpita dal lancio di un secchio pieno di candeggina. E' giusto che una ragazza appena uscita dalle lezioni universitarie, che si ferma a bere una birra in un posto pubblico, metta a repentaglio la propria vita? La civiltà che tanto millantano i residenti è così che si dimostra?", si domanda Antonio, studente calabrese fuorisede che vive in Piazza Bologna. 

"I nostri clienti devono moderare il tono della voce e non raggiungere livelli di ubriachezza molesta ma d'altra parte si può cercare un dialogo civile senza ricorrere al lancio dai balconi di candeggina, urina o feci", cerca di mediare Andrea, dipendente di un noto bar della zona, che poi chiude: "Siamo persone non animali".


 

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