Torre Maura, il papà di Simone: "Lotta tra emarginati è un errore. Ora freno alla bolla mediatica"

La lettera del padre del 15enne che a Torre Maura ha risposto, e smontato, le tesi di Casapound

A sinistra Simone, a destra Mauro Antonini (Casapound)

Ci tiene a sottolineare che le frasi di suo figlio sono state un gesto spontaneo. Che non ha mai rilasciato altre interviste, e alcune parole che gli sono state attribuite successivamente non le ha mai pronunciate. Che sarebbe forse il caso di frenare la "bolla mediatica" di questi giorni, tanto avida di notizie da finire per pubblicare il video di un ragazzo di 15 anni senza oscurarlo, e senza autorizzazione dei genitori.

Parla il papà di Simone, il giovane salito agli onori della cronaca locale e nazionale per aver risposto, e smontato, gli argomenti di Casapound a Torre Maura, nelle ore della rivolta popolare contro i rom. La sua frase "non mi sta bene che no" ha fatto da slogan alla manifestazione antifascita di Anpi e sinistra, finita su striscioni e meme circolati sul web. Ora parla, il papà di Simone, ma lo fa lontano da microfoni e telecamere, con una lettera indirizzata ai tantissimi giornalisti che l'hanno cercato nell'ultima settimana. La riportiamo, di seguito, integralmente. 
 


"Si è mio figlio",

Come ho amato dare questa risposta a chi volesse una conferma su chi fosse quel bambino di Torre Maura. Si perché a me piace chiamarlo ancora bambino, probabilmente inconsciamente è la difesa alla nostalgia che ogni genitore prova nel vedere diventare adulto un proprio figlio. Simone sta crescendo e ha il diritto di farlo in tranquillità, senza il peso di una responsabilità che in questo momento non può avere. Ha deciso liberamente di dire quelle parole, l'ha fatto spontaneamente, non ha più rilasciato interviste e non ha mai detto frasi tipo: "Stanno rovinando il quartiere" o "lo rifarei".

Il video che molti siti e televisioni hanno trasmesso è andato in onda senza previa autorizzazione dei genitori e senza la sua immagine criptata, errori che fanno parte della bolla mediatica e a cui deve essere posto un freno. Molti giornalisti mi hanno chiesto di parlare di Torre Maura, un quartiere a me tanto caro. Da piccolo venivo a trovare mio nonno che abitava in via delle Rondini , un palazzo antico ma bellissimo. Ricordo che le sue tele tremavano al passaggio del trenino distante centinaia di metri da casa sua. Legati a Torre Maura ci sono tanti ricordi di infanzia, di feste del santo patrono, della mia famiglia in una povertà dignitosa e piena di amore. La mia sensazione da sempre è che ci sia un legame invisibile , un sentirsi parte di un qualcosa, un tacito e a volte non manifesto mutualismo.

I problemi della periferia sono propri dei quartieri lontani dal centro della città, dove chi amministra essendo "lontano" non riesce ad ascoltare le grida del dissenso di chi vive in case popolari con famiglie numerose , di chi ha fatiscenti strutture pubbliche e sanitarie. Di chi non potendo permettersi un automobile impiega ore di viaggio su mezzi pubblici simili a carri bestiame per raggiungere  il luogo di lavoro. Se volete posso parlarvi della mia amica buca. La piccola voragine nella via dove abito, "buca" è diventata una mia amica, sta lì da anni, la sfioro evitandola con la macchina.

Poi operai la ricoprono con nuovo asfalto, ma io non dispero so di rivederla da lì a pochi giorni. Stanno asfaltando parecchie strade a Torre Maura, ne cronometrerò la durata. Nella periferia si prova l'abbandono, esiste la povertà perché c'è  disoccupazione , o perché si fanno lavori flessibili e precari. Esiste il problema rifiuti, vere discariche a çielo aperto vicino i cassonetti,  a cui quasi ci fai l'abitudine un po come la mia amica buca. Chiunque mi proporrà di seguirlo per protestare e gridare questo stato di cose ai veri colpevoli, io lo seguirò.

I colpevoli sono chi governa non per il bene dei cittadini ma per un proprio tornaconto, chi ha permesso la speculazione edilizia e un sistema tangentizio di anni che ha provocato segni indelebili sulle nostre schiene. Mi hanno definito di sinistra, forse dovremmo finirla di marchiare tutto, e mettere al centro il pensiero. Una mia convinzione è che un solo bambino impaurito su un barcone in mezzo al mare o dietro la finestra di un centro di accoglienza giustifica la tolleranza, l'integrazione.

E sia chiaro il fenomeno dell'immigrazione necessità un impegno reale di tutti, che non si deve fermare solamente al primo obbligato e necessario aiuto a queste persone. Credo sia un errore la lotta tra emarginati e poveri, e che invece sia una priorità la lotta per la casa, per il lavoro e per il diritto a una vita dignitosa. Simone come un " bambino " teodoforo ci lascia una fiamma. Una fiamma che non distrugge, che può illuminare una via. Che queste lotte dovute siano, usando una parola detta da Simone, una "leva"  di unione di intenti.
SI SIMONE È MIO FIGLIO

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Commenti (15)

  • Penso sempre cosa sarebbe successo se fosse stato al contrario, un ragazzo di Casapound che "affronta" a suon di idee un gruppo di sinistra?

    • Mai successo, perché non può succedere. Il fascismo è barbarie nel senso pieno del termine, idee non ce ne sono, e nemmeno sentimenti sani.

      • Ecco appunto, forse dovresti documentarti un pò di più su cos'è stato e cosìè il fascimo inteso come movimento poilitico-sociale, piuttosto che soffermarsi all'utilizzo della parola in senso dispregiativo messo in atto dalle sovrastrutture sinistrorse.

        • Come movimento politico sociale e' stato una dittatura! Proprio come lo stalinismo, il nazismo, Pol Pot, Pinochet, ecc

      • E' il vuoto che si manifesta, e può farlo solo con la violenza. Idee...

  • una famiglia che esprime un alto grado di civiltà segno che anche nell'ingiusto degrado delle periferie albergano belle persone che come puntualizza il padre di Simone si vogliono sottrarre allo squallido teatrino mediatico e politico delle strumentalizzazioni pur rivendicando il diritto di esprimere i propri sentimenti e pensieri

  • La zecca parla sempre

  • che cojoni, ancora sta storia, la state proprio strumentalizzando

    • Sei un beota...

    • se possa servire a qualcosa, chiamala strumentalizzazione... Purtroppo però per sua felicità tornerà tutto come prima!

      • Che vuol dire come prima? mi sembra che ogni qualvolta accada un evento c'è la sfilata della politica e CasaPound non è diversa. Tra l'altro CasaPound è sempre scesa in piazza a difesa del territorio quindi non vedo nulla di strumentale. Sicuramente questo ragazzo a 15 ha quantomeno dimostrato di essere più avanti della sua età e gli vanno fatti i complimenti.

        • Casapound difende il territorio? Quello dei banditi, o dei poveri di spirito come te forse...

          • Zurlini torna nel tuo centro sociale e nel tuo fantastico mondo ovattato.

            • Ma guarda che io sono un signore di una certa età, nei centri sociali non ho occasione di andarci, e l'ovatta non la uso proprio. Però si, il mio mondo è fantastico...

        • Perlo del fatto che ci saranno sempre gruppi che non sanno confrontarsi senza mette le mani addosso per esprimere un concetto...

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