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Incendi a Centocelle, dopo la cultura e la ristorazione colpito lo sport: "Siamo combattenti, lunedì riapriamo"

Le immagini dalla palestra Haka di Centocelle, dove Marco e i suoi ragazzi si sono messi subito al lavoro per poterla riaprire già lunedì 15

 

L’odore di bruciato si inizia a sentire quando mancano ancora un paio di civici. Al cancello di ingresso è un via vai di ragazzi che trasportano sacchi pieni di detriti da smaltire, scope, pale. Ma anche i tanti abitanti di zona che passano a vedere quello che è successo, a fare un saluto o ad esprime solidarietà.

La lunga giornata della palestra Haka di Centocelle. Colpita da un incendio doloso nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 giugno, con le fiamme che hanno distrutto una parte della sala dedicata alla MMA. Un gesto vile che si aggiunge agli altri accaduti, nello stesso quartiere e relativamente vicini, alla pinseria 55celle, per due volte alla libreria Pecora Elettrica e al Baraka Bistrot. E dopo mesi di tranquillità, Centocelle torna a far parlare di se. Ma in un modo che non si vorrebbe propriodover fare.

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“Mi sembra evidente che qualcosa di strano c’è e confido nelle indagini, sicuro che queste persone pagheranno - dice Marco C., tra i titolari dell’associazione sportiva Haka che gestisce la palestra di via Valmontone -. Io riapro lunedì, e lo faccio soprattutto per i ragazzi, che proprio in questo momento non possono permettersi di rimanere in mezzo ad una strada”. Quei giovani che, attraverso lo sport, Marco ormai da due anni riesce a tenere lontano dai guai.  A farli partecipare ad un progetto di condivisione e integrazione. E i risultati si vedono, visto che già dalla mattina di giovedì, organizzati in turni, stanno aiutando Marco e i suoi genitori a ripulire la palestra.

“Mi sento violentato, colpito in quello che per me è un sogno - continua Marco -, ma la rabbia si trasforma in energia positiva ed è per questo che ci siamo messi al lavoro. Hanno sbagliato persona, io non mi faccio intimorire e vado avanti”.

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