La vittoria sul Coronavirus di una famiglia dell'Alessandrino: "Un mese di buio, poi la luce. A Pasqua ci siamo riabbracciati"

La storia di una famiglia romana (genitori e 4 figli) che ha attraversato il tunnel del Coronavirus, ma è riuscita a vedere la luce

Oltre alle numerose, purtroppo, tristi storie che il Coronavirus sta scrivendo, ci sono anche storie di vittoria che, troppo spesso, restano in secondo piano, ma che è importante e bello raccontare per poter dare un senso concreto a quegli arcobaleni disegnati dai bambini all'inizio dell'emergenza e a quell'hashtag, diventato presto virale, #andràtuttobene.

"Nulla andrà bene", ha detto qualcuno. "Basta cantare ai balconi, ogni giorno ci sono migliaia di morti", ha tuonato qualche altro. Ma c'è chi oggi quel diritto e quella voglia di gridare, di cantare, di gioire senza freni ce l'ha, perché ha sconfitto l'infame nemico invisibile che ha stravolto la vita di tutti.

E' il caso della famiglia Romeo, papà Marco, mamma Maria Silvia e 4 figli Ester Laura (23 anni), Domenico (22), Gabriele (20) e Giacomo (quasi 18), residenti in zona Alessandrino. Una famiglia numerosa che ha vissuto il calvario per un mese intero ma che, proprio nel giorno di Pasqua, ha potuto gioire e riabbracciarsi. A raccontarci questa storia positiva in tempi bui, è Ester Laura, la sorella maggiore della famiglia Romeo. 

"Tutto è iniziato i primi di marzo - racconta Ester Laura a Romatoday - quando mamma e papà hanno iniziato a stare poco bene. Erano appena tornati da un weekend a Scanno, dunque pensavano semplicemente di aver preso una freddata. Non c'era ancora bene la percezione del pericolo del Coronavirus, né tantomeno erano state date particolari restrizioni. Successivamente è arrivata la febbre, un po' di alterazione sia per mia madre che per mio padre e il giorno dopo la comunicazione che ci ha aperto gli occhi".

Una telefonata e la notizia che il compagno della zia ha avuto complicazioni a livello respiratorio e, sottoposto al tampone, è risultato positivo al Covid-19. "Da lì abbiamo iniziato a farci alcune domande. I miei genitori continuavano ad avere la febbre, io e i  miei fratelli Domenico, Gabriele e Giacomo invece no. Così abbiamo chiamato i numeri che avevamo letto in televisione, ma senza riuscire a metterci in contatto con nessuno".

Una giornata di panico totale è quella che Ester Laura ci racconta al telefono, con la preoccupazione di due genitori che non stanno bene e l'impotenza totale. Il grande aiuto per la famiglia Romeo è arrivato dal medico di famiglia che, una volta allertato, ha fatto in modo che la Asl si attivasse per andare a casa a fare i tamponi.

Nel tunnel del Covid-19

"Sono venuti a casa e hanno fatto il tampone a tutti e 6. A papà nel frattempo la febbre si era alzata, mentre a mia madre restava sotto i 38 ma non scendeva mai. Loro due sono risultati positivi, noi 4 fratelli negativi". 

Ester Laura ci racconta la difficoltà, ma allo stesso tempo la prontezza avuta nel dover riorganizzare la casa, isolando la mamma e il papà e cercando, per quanto possibile, di mantenere la calma. I genitori nella loro camera da letto con un bagno a loro disposizione. I 4 fratelli tutti insieme nella seconda camera da letto della casa, con un altro bagno. "Io mi occupavo della cucina - ci racconta Ester Laura - ma i miei fratelli mi aiutavano nella pulizia e nell'igienizzazione dei vari ambienti. Abbiamo iniziato a pulire le superfici, a sanificare i bagni, la nostra camera, cose mai fatte prima ovviamente".

Ma il peggio è arrivato quando anche Gabriele, terzogenito, si è sentito male: "Ha avuto per un giorno la febbre alta anche lui, così - pur restando per forza nella stessa stanza, lui mangiava in cucina, noi in salone. In camera da letto mantenevamo la distanza di un metro, fortunatamente potendolo fare, ma sempre con la paura".

Tanta incertezza, tanta paura che la situazione potesse degenerare ulteriormente, scatti di rabbia, momenti di panico assoluto, litigate isteriche. Ester Laura prova a farci entrare in quelle difficili giornate e la sua voce strozzata, commossa, trasmette tutto quel carico di emozioni contrastanti e, comprensibilmente, incontrollabili.

Ad essere più a rischio nella famiglia di Ester Laura era il papà, Marco. La febbre che continuava a salire e che non si abbassava neanche con la tachipirina ha fatto scattare l'allarme e decidere di chiamare l'ambulanza, anche sotto suggerimento della Asl. "Nel giro di un quarto d'ora l'ambulanza è venuta a prendere papà, lo hanno ricoverato al Policlinico Tor Vergata. La prima sera l'ha passata nelle tende allestite appositamente per l'emergenza, morendo di freddo, il giorno successivo gli hanno fatto tanti controlli, prelievi del sangue, è risultato nuovamente positivo al tampone e gli hanno diagnosticato la polmonite bilaterale interstiziale. Era asintomatica, perché lui non aveva problemi respiratori - continua Ester Laura - ma forse se avessimo aspettato a chiamare l'ambulanza le conseguenze sarebbero state più gravi".

Cinque giorni di ricovero e poi la prima luce: la febbre scesa, il ritorno a casa. Isolamento, cure specifiche molto forti, una strada ancora in salita. "Al tampone successivo che sono venuti a farci a casa a tutti, sono risultati positivi anche Giacomo e Gabriele, in particolare loro non avevano febbre alta, ma non sentivano sapori e odori", ci racconta Ester. La famiglia ha così proseguito l'isolamento come nei giorni precedenti ma le cose, a poco a poco, iniziavano a migliorare. 

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Ester Laura e i suoi fratelli

I primi tamponi negativi

"Al quarto tampone, mamma e mio fratello Giacomo sono risultati negativi per la prima volta. Io e Domenico, invece, per tre volte di fila siamo risultati negativi, sembra che ci siamo creati degli anticorpi di ferro - dice sorridendo Ester Laura - i sintomi di tutti, a poco a poco sono andati a scemare. Mia madre ha iniziato ad uscire dalla sua camera e solo poter incrociare lo sguardo da lontano, parlarci, salutarla è stata una gioia".

Il giorno di Pasqua è stata la festa vera per Ester Laura e la sua famiglia: "Sono venuti a farci il tampone proprio domenica mattina. Mia madre e mio fratello Giacomo sono guariti. Mio padre è risultato negativo per la prima volta e ora dovrà sottoporsi al drive test. Mio fratello Gabriele è l'unico a non avere ancora una situazione chiara, essendo risultato per due volte 'indefinito' al tampone, anche lui farà il drive test".

Il momento più buio e il momento più bello

Guardando oggi a tutta questa storia, Ester Laura prova a fare un bilancio: "E' stata dura, quando anche i miei due fratelli minori sono risultati positivi al Covid ho visto buio. Non avere più quella libertà di abbracciarsi, di scherzare come prima è stata una grande sofferenza. Se uno di noi era in corridoio, l'altro aspettava per poter passare". Ogni tanto si cercava di allentare la tensione, ci racconta la ventitreenne romana: "Magari papà mandava dall'altra camera un video divertente sul Coronavirus nel gruppo Whatsapp della famiglia e uno di noi diceva agli altri 'hai visto che cosa ha mandato papà?' e si rideva tutti insieme. E' stato un mese, lungo, pesante, ma alla fine questa luce è arrivata, proprio nel giorno di Pasqua. Una Pasqua che difficilmente dimenticheremo", conclude Ester.

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