La battaglia per la casa e il ricordo di Ceruso: la memoria di San Basilio in un documentario

E' on-line, visibile in versione integrale, il documentario 'San Basilio, storie de Roma'

Immagine di repertorio dal sito Progettosanbasilio.org

Un racconto corale, dal basso, per ricostruire un pezzo di memoria comune. È ‘San Basilio, storie de Roma’ il documentario video dedicato alla storia della borgata romana e in particolare alle proteste contro gli sgomberi del settembre del 1974 durante le quali morì il 19enne Fabrizio Ceruso che sabato 8 settembre, dopo un anno di presentazioni in giro per l’Italia, è stato pubblicato integralmente ed è visibile da tutti on-line. Il video è autoprodotto e autofinanziato dall’omonimo progetto, ‘Progetto San Basilio – Storie de Roma’, che vede diverse realtà del territorio impegnate a ricostruire la storia della borgata attraverso la ricerca storica nel tentativo di delinearne una sua riattualizzazione. 

Il lavoro ruota attorno al racconto di quella che è passata alla storia come la ‘Battaglia di San Basilio’ del 1974. All’inizio di settembre di quell’anno la polizia, con un massiccio schieramento, interviene per sgomberare circa 150 famiglie senza casa che da più di un anno avevano occupato delle case popolari in via Montecarotto, a San Basilio. L’operazione fa scattare la protesta. Per le strade del quartiere si riversano non solo gli abitanti della borgata, nel tentativo di difendere le case occupate, ma anche molti attivisti della sinistra extra-parlamentare del tempo. Fabrizio Ceruso, 19 anni, viene ucciso da un colpo di pistola l’8 settembre del 1974.  

Le fila del racconto, ancora vivo nella memoria di molti abitanti del quartiere, sembrano diramarsi proprio dall’attimo di questo sparo che ancora oggi, ogni anno il 9 settembre, fa scendere in piazza i residenti del quartiere in ricordo della tragedia che ha portato con sé. Il documentario è un lavoro di ricostruzione collettiva della memoria comune e della storia “non ufficiale” della borgata. Le immagini dell’epoca tornano vivide nelle parole delle interviste alle persone che erano presenti, la narrazione è un puzzle ricostruito pazientemente a più mani e a più voci, quelle degli storici, quelle dei residenti, quelle degli attivisti, di allora e di oggi. La necessità di raccontarlo, 44 anni fa come oggi, scaturisce da un bisogno che allora come oggi agita il quartiere e tutta la città: il disagio abitativo di migliaia di persone. "Un lavoro su cui abbiamo investito molte energie" scrivono gli autori nella presentazione "oggi è diventato patrimonio fruibile da tutti e tutte". 

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