Coronavirus, Campagnano zona rossa in rivolta: “Ci hanno impedito di isolare Rsa, ora qui è il caos”

Il comune a nord di Roma in lockdown totale dopo boom di contagi in una residenza per anziani, il vicesindaco: “Check point spaccano paese, duemila richieste di nulla osta: abbiamo dovuto fermare lavoro su buoni spesa”

Boom di contagi da Coronavirus in una residenza per anziani, così Campagnano è diventata zona rossa: ma nel piccolo comune alle porte di Roma è rivolta. L’Amministrazione e buona parte dei residenti se la prendono con la scelta della Regione Lazio che per la cittadina a nord della Capitale ha istituito l’isolamento totale. 

Coronavirus, Campagnano zona rossa

“Misure che si sono rese necessarie per garantire innanzitutto i cittadini di Campagnano e la salute pubblica. Un sacrificio per limitare e circoscrivere il ‘cluster’ che ad oggi sembra essere un cosiddetto ‘cluster di comunità chiuso” – aveva commentato l’assessore alla Sanità della regione, Alessio D’Amato. 

Una decisione drastica, troppo per Campagnano. “Più di dieci giorni prima dell’ordinanza regionale avevamo chiesto che la Rsa fosse isolata, abbiamo più volte ribadito tale necessità ma quando abbiamo palesato l’intenzione di procedere con un provvedimento autonomo ci è stato intimato di non farlo. Qualche giorno dopo tutto il comune di Campagnano è diventato zona rossa” – racconta a RomaToday il vicesindaco, Alessio Nisi.

La zona rossa in rivolta: "Fermi anche buoni spesa"

Un comune che conta 12mila residenti e che si estende per 47 chilometri quadrati a nord della Capitale: se due terzi della cittadina rappresentano un agglomerato omogeneo è la parte restante, quella separata dalla Cassia bis, ad avere più problemi. Soprattutto con i check point da zona rossa attivi. “Per raggiungere i servizi essenziali, come supermercati e farmacie, molti residenti devono attraversare i varchi e i controlli, senza contare tutti quei lavoratori che, in un comune strettamente interconnesso con Roma, svolgono servizi essenziali e che dunque hanno la necessità di spostarsi”. 

Da qui l’invasione di mail per chiedere i nulla osta per attraversare i check point. “Ai nostri uffici sono arrivate oltre duemila richieste” – sottolinea Nisi. Una mole di lavoro enorme per gli appena cinquanta dipendenti comunali, vigili compresi: “Per due giorni abbiamo addirittura dovuto sospendere la lavorazione delle pratiche per i buoni spesa. Un caos evitabile se solo – rivendica il vicesindaco - ci fosse stato permesso di isolare la Santa Maria del Prato prima. Come accaduto ai Castelli”. 

Campagnano zona rossa: "Non siamo appestati"

Un focolaio, quello di Campagnano, quasi del tutto circoscritto alla Rsa. Nel Comune sono 76 i casi totali di persone positive al Covid-19: 51 pazienti della residenza per anziani e 18 operatori. 7 non riconducibili alla struttura sanitaria. 

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Una cittadina in isolamento completo che guarda però già al 2 maggio, giorno in cui cesseranno gli effetti dell’ordinanza: “Alla riapertura dovremo fare i conti con le conseguenze economiche e sociali per questi 15 giorni di lockdown totale. Per Campagnano – conclude il vicesindaco Nisi – è anche una questione di immagine e appartenenza: abbiamo un tessuto sociale operoso e coeso, siamo una delle cittadine più belle della provincia di Roma. Qui si vive bene, non ci stiamo ad essere trattati come degli appestati”. 
 

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