Inverno al freddo per 24 famiglie nelle case comunali. Ma il Campidoglio tranquillizza: "Lavori entro una settimana"

Si tratta di abitazioni situate nel comune di Marino. I residenti: "Senza riscaldamento da due mesi"

Inverno al freddo per 24 famiglie residenti in case di proprietà di Roma Capitale ma situate sul territorio del comune di Marino. “La caldaia centrale si è rotta a metà novembre, a ridosso dell’accensione dei riscaldamenti, e da allora non è più stata aggiustata”. La denuncia arriva da una residente, che preferisce rimanere anonima. “Dopo i nostri solleciti i tecnici sono venuti a controllare l’accaduto. Eppure ad oggi, a distanza di due mesi, la situazione è rimasta invariata”. 

Questi 24 appartamenti, situati in via Giovanni Prati 43, fanno parte di un complesso di una serie di immobili acquistati dal Comune di Roma tra gli anni ’70 e gli anni ’80 da destinare a famiglie in disagio abitativo. Quest’anno le feste le hanno trascorse al freddo. “Ci siamo organizzati come possibile, con stufette elettriche e altre precauzioni, ma con il crollo delle temperature la situazione è diventata sempre più insostenibile. In queste case abitano anche minorenni o anziani”. 

I disagi, però, dovrebbero essere quasi terminati. Dal dipartimento Simu fanno sapere di essere intervenuti tempestivamente avviando la pratica urgente per la riparazione del guasto che necessitava del via libera della Asl Roma 6. I lavori dovrebbero iniziare entro venerdì e durare una settimana circa. La caldaia era stata spenta in quanto era stata riscontrata una combustione anomala nella canna fumaria. In seguito ad un’analisi approfondita è stata riscontrata la presenza di amianto. Per questo, per il via libera al progetto, il dipartimento Simu ha dovuto attendere il nulla osta della Asl Roma 6, richiesto a metà dicembre e atteso per domani. La presenza della fibra cancerogena, fanno sapere, non comporta alcun rischio per i residenti in quanto la caldaia è in un locale chiuso in cui non passano le persone. 

I residenti denunciano comunque lentezza nella manutenzione del complesso: “L’ultimo caso è rappresentato dall’albero caduto nei giorni di forte vento alla fine di ottobre che si trova ancora a terra. Anche le luci del vialetto non funzionano più e ci stiamo autotassando per rimetterle a posto. Ci sentiamo abbandonati”. 

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