Ora solare 2019: ecco quando spostare le lancette

Tutte le informazioni sul cambio di ora che segna il passaggio alla stagione invernale

Immagine d'archivio

Ci siamo: anche quest'anno con l'arrivo della stagione fredda arriva anche il cambio di orologio. Il passaggio dall'ora legale a quella solare avverrà nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019. Le lancette andranno spostate  di un'ora indietro, alle tre del mattino. La conseguenza sarà quella di avere giornate all'apparenza più corte e meno ore di luce nel pomeriggio.

Altrimenti, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno possiamo anche dire che si dormirà un'ora in più. Inoltre ci sarà un'ora di sole in più la mattina. La realtà però è che come ad ogni cambio di ora, molti italiani saranno alle prese per qualche giorno con sbalzi di umore e problemi di insonnia. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccoli fastidi, ma è pur vero che stando a molti sondaggi effettuati tra la popolazione la maggior parte degli italiani farebbe a meno di cambiare l’orario due volte l’anno.

Passaggio all'ora solare fonte di stress

Il passaggio dall'ora solare all'ora legale e viceversa può avere una serie di effetti collaterali sul benessere delle persone: stanchezza, irritabilità, perdita di concentrazione. "Molti fanno fatica ad abituarsi rapidamente al cambio d'ora: sono gli italiani 'lepri' (31% della popolazione secondo una recente ricerca), coloro che si svegliano presto e che più facilmente cadranno nel tranello del risveglio anticipato, crollando poi la sera troppo presto rispetto al dovuto. A risentire meno saranno senza dubbio le persone che appartengono alla categoria degli 'zombie' (persone che tendono a posticipare il momento di andare a letto) pari al 45% degli italiani". Lo spiega ad AdnKronos Salute Vincenza Castronovo, psicologa e psicoterapeuta esperta in medicina del sonno presso il Centro di Medicina del sonno dell'ospedale San Raffaele di Milano.

"Sebbene lo spostamento delle lancette sia soltanto di un'ora e quindi si tratti apparentemente di un cambiamento minimo, di fatto, il fisico delle persone impiega alcuni giorni a questo adattamento, mediamente una settimana - osserva Castronovo - Esiste infatti il cosiddetto orologio biologico, legato ai ritmi circadiani, ed è naturale avere delle difficoltà quando avvengono cambiamenti improvvisi come quelli provocati dal cambio dell'ora".

"Tra i sintomi o malesseri più comuni causati dal cambio dell'ora - prosegue l'esperta - c'è anche la perdita di concentrazione e produttività sul posto di lavoro, la nausea e l'inappetenza. Il suggerimento è quello di cominciare qualche giorno prima a posticipare di qualche decina di minuti gli orari dei pasti come quelli dell'andare a dormire. Nei giorni successivi allo spostamento delle lancette dell'orologio, il consiglio è quello di fare movimento nella seconda parte della giornata e di prolungare l'esposizione alla luce (che sarà rigorosamente artificiale) per mandare al corpo il segnale che è ancora presto per andare a coricarsi. Se infatti - conclude - si potrebbe essere tentati dalle giornate che si sono accorciate ad andare a letto prima, è bene non farlo. Il risultato potrebbe essere un risveglio troppo anticipato la mattina seguente".

Cambio dell'ora addio? Ogni Paese potrà decidere cosa fare

Come molti sapranno l’abitudine di spostare avanti e indietro le lancette è destinata comunque ad essere superata in seguito alla decisione del Parlamento europeo di abolire il cambio tra ora legale e ora solare. Il nuovo regime entrerà in vigore nel 2021 ma spetterà agli Stati membri decidere se rimanere con l’ora solare oppure optare per quella legale (il Parlamento italiano deve ancora esprimersi).

Cambio dell'ora: vantaggi e svantaggi

L’ora legale introdotta nel 1966 permette di avere un’ora in più di luce alla sera nei mesi caldi: ciò si traduce in un risparmio dello 0,2% sul consumo di energia elettrica. Se l’ora legale restasse in vigore tutto l’anno però avremmo però albe molto buie e meno ore di luce alla mattina. Di contro a qualcuno le giornate potrebbero sembrare più lunghe. Questione di punti di vista. E anche di abitudini.

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