Coronavirus: è morto Aulo Mechelli, responsabile dell'ufficio anagrafe e padre della nostra giornalista Sara

Dopo 16 giorni di terapia intensiva oggi la tragica notizia. Il messaggio della sindaca Raggi e dell'assessore De Santis. Il cordoglio della redazione di RomaToday e dell'intero gruppo editoriale Citynews

"Sara, come sta tuo padre?" "L'ho sentito poco fa, mi ha fatto ridere. Parlava a fatica ma niente oh, ha il chiodo fisso del lavoro. Mi ha chiesto: ma hanno dovuto chiudere l'anagrafe? Ne avete scritto?". Sara Mechelli è una nostra giornalista ed oggi, purtroppo, suo padre Aulo, funzionario dell'ufficio anagrafe del Comune di Roma, è venuto a mancare, ucciso anche lui da quel nemico invisibile e infame che è il Covid-19, capace non solo di portare alla morte, ma anche di togliere la semplice possibilità di piangere da vicino chi non c'è più.

Aulo era ricoverato da due settimane al Policlinico Gemelli. I primi sintomi, la tosse, la febbre che sale e non scende, poi un mancamento che allerta il 118. L'ambulanza arriva e lo porta via dai suoi cari, una moglie e quattro figli, per consegnarlo alle cure dei medici. La telefonata di sabato 23 marzo, più su raccontata, è stata l'ultima in cui Sara ha potuto sentire suo padre. Di lì a poche ore l'aggravarsi delle condizioni, l'ossigeno dopo l'intubazione e la terapia intensiva. 

Ore, giorni, settimane di angoscia. "Sara, notizie dal fronte?", ed una situazione che di giorno in giorno ha visto il quadro complicarsi. Prima un'aritmia, un'infezione, la decisione di pronarlo per aiutare meglio l'ossigenazione, e ancora un'altra aritmia. "Alle 17 ho la solita telefonata con i medici", l'unico contatto, seppur indiretto, con suo papà. Oggi la tragica notizia, quella che non avrebbe voluto ricevere e noi sentire. 

Nel giro di poche ore ha fatto il giro di tutti i colleghi di via Petroselli, arrivando al Comune di Roma. Prima il minuto di raccoglimento in assemblea capitolina, quindi il ricordo della sindaca Raggi e dell'assessore al Personale Antonio De Santis che scrive: "Ce lo raccontano tutti coloro che lo conoscevano: una persona generosa e un lavoratore appassionato. Roma Capitale lo porterà sempre nel cuore".

Ad Aulo avrebbe fatto piacere. Sì, perché lui viveva per la famiglia e per il lavoro. E anche se chi scrive non ha avuto il privilegio di conoscerlo, si può senza dubbio dire che l'attaccamento e la passione per il lavoro l'ha trasmessa ai figli, a Sara, come lui inesauribile lavoratrice e giornalista dalla rara dedizione alla notizia.

Alla faccia degli stereotipi che vogliono i dipendenti comunali scansafatiche, menefreghisti e sempre al bar, Aulo Mechelli con il suo lavoro era tutt'uno. Lo raccontano tutti come instancabile, appassionato e sempre disponibile. In via Petroselli lo conoscevano in tanti, una specie di monumento pronto a risolvere tutti i dubbi che quotidianamente si presentavano. 

Una sua collega ricorda "la gentilezza rara, la dedizione al lavoro oltre ogni dovuto impegno. Più volte ha lavorato da casa  anche di domenica per accelerare l'iter delle pratiche del suo settore. La serietà e la grande competenza, la disponibilità verso i suoi collaboratori ed i colleghi, a molti dei quali ha insegnato tutto. Ricordo il sorriso dolce ed il garbo anche quando era costretto a rappresentarmi criticità, sempre pronto ad individuare soluzioni, in prima fila, d'esempio agli altri, un collaboratore prezioso". 

Al Comune di Roma aveva lavorato quasi sempre all'Anagrafe: solo nei primi anni aveva prestato servizio all'ufficio Patrimonio. Nato a Parrano, in Umbria, cresciuto ai Parioli, aveva poi messo radici e famiglia a Labaro. Amava viaggiare, ma il suo posto del cuore era l'Elba dove dal 1984 ogni estate non mancava mai. Ne amava i tramonti, il calare del sole dietro lo Scoglietto o il faro di Portoferraio. 

La famiglia a RomaToday: "In questo giorno di immenso dolore per la nostra famiglia, ringraziamo quanti in queste due settimane di vero e proprio calvario ci sono stati vicini e di conforto. In un periodo tragico in cui la vicinanza può purtroppo esprimersi solo attraverso il calore delle parole. Un tempo in cui non esistono nè carezze, nè abbracci. Per mio marito e per nostro padre sono stati decine tutti i giorni, è immensa l’eredità umana che ha lasciato. Ringraziamo le istituzioni che lo hanno ricordato, tutta la nostra grande famiglia, quella di Bagnaia, i suoi e i nostri colleghi, gli amici. Un ringraziamento va ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari: eroi silenziosi in questa dura battaglia".

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A Sara e alla famiglia di Aulo va l'affetto e il cordoglio della redazione di RomaToday e dell'intero gruppo editoriale Citynews. 

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