Aeroporto di Ciampino, firmato il Piano di contenimento del rumore: è il primo in Italia

Licenziato il decreto per abbattere, entro il 2020, il rumore dell'aeroporto Pastine. Soddisfatti i comitati: "Ora però bisogna monitorare che il piano sia rispettato"

Tredici anni di proteste e denunce contro i rumori emessi da un aeroporto troppo vicino al centro abitato. Dopo tanto attesa, i residenti di Ciampino, Marino e del Municipio VII di Roma, possono finalmente esultare. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha infatti licenziato un decreto lungamente atteso.

Il primo piano per l'abbattimento del rumore in Italia

Come il titolare del ministero ha chiarito, l'atto " introduce il piano per l'abbattimento del rumore dell’aeroporto 'Pastine' di Ciampino". Le richieste dei cittadini sono state ascoltate."E’ il primo piano disposto in Italia, ai sensi della normativa sull’inquinamento acustico, per il contenimento del rumore aeroportuale in Italia" ha sottolineato il minsistro aggiungendo che con il decreto rappresenta "un punto di svolta, l'inizio di un percorso importante: monitoreremo e controlleremo continuamente affinché i patti siano rispettati entro il 2020".

La soddisfazione dei cittadini

"La lunga battaglia dei cittadini che hanno promosso negli anni 2.200 denunce alla magistratura, una procedura d'infrazione comunitaria, una petizione al Parlamento Europeo , nonché innumerevoli iniziative di protesta – scrive il Comitato aeroporto di Ciampino - vede oggi l'inizio di un percorso positivo per il rientro nella legalità dell'aeroporto di Ciampino. Un aeroporto che, come dimostrato dai rilevamenti mensili di Arpa Lazio, supera i limiti di legge da ormai quasi un decennio".

La storia della difficile convivenza

La vicenda è stata ricostruita da Guglielmo Abbondati, ex consigliere comunale di Ciampino ed esponente del movimento Partecipazione Civica.  "Alla vigilia del Giubileo del 2000 – ricorda Abbondati – quando iniziarono i primi incrementi del traffico aereo al Pastine, alcuni cominciarono in solitudine a sollevare pubblicamente il problema. Ci fu poi il boom dei low cost e l'aumento progressivo dei livelli d'inquinamento acustico". Da lì le battaglie per chiedere di contenere l'impatto acustico si sono moltiplicate. "Un primo risultato – ricorda l'ex consigliere comunale –  fu l'installazione delle centraline di monitoraggio, che consentì di arrivare nel 2010 all'approvazione della zonizzazione acustica aeroportuale". Poi arrivò un primo Piano, bocciato dai Comuni interessati. Ed oggi l'attesa firma del Ministero dell'Ambiente. 

I monitoraggi necessari

"Il primo passo sarà l'eliminazione dei voli notturni, mentre i voli di linea diminuiranno come minimo di 35 voli giornalieri " scrive il Comitato che riconosce al ministero di aver compiuto "un primo importante passo". Ora però " bisognerà vigilare sulla corretta applicazione del piano da parte di AdR e di ENAC". Il ministro Costa ha palesato il desiderio di farlo. Anche perchè, la buona riuscita del primo piano italiano sul contenimento dell'inquinamento acustico, dipende dalla capacità di effettuare puntuali monitoraggi.

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